Uccisa Brenda, il trans con cui si incontrava Marrazzo
La procura indaga per omicidio: il corpo trovato in casa, dove c’è stato un incendio. Il suo pc invece era immerso nell’acqua. La questura smentisce di aver trovato liquido infiammabile. Già sentiti 15 testimoni. Tutte le foto, i video, le dichiarazioni
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La cronaca. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all'interno delle cantine di una palazzina di Roma Nord, in via Due Ponti alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i vigili hanno trovato il corpo della viado 32enne ormai privo di vita all'interno del suo appartamento.
Immediato l'intervento della polizia scientifica. Da un primo esame esterno del cadavere non ci
sarebbero segni di violenza. La vittima era seminuda. Accanto al
corpo è stata trovata una bottiglia di whisky e poco distante
due valigie già pronte.
Questa mattina alcuni transessuali che si erano radunati sotto la casa di Brenda
hanno dichiarato agli investigatori che aveva più volte, nel corso del tempo,
annunciato propositi suicidi. Ma la procura indaga per omicidio volontario. Conoscenti e vicini di casa di Brenda sono stati convocati in queste ore in Questura a Roma per essere sentiti come testimoni.
Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire le circostanze in cui è avvenuta la morte della trans coinvolta nel caso Marrazzo e stanno passando al setaccio le sue ultime ore di vita.
Brenda potrebbe essere morta soffocata per le esalazioni da fumo.
L'incendio si sarebbe sviluppato vicino alla porta di ingresso dove gli
investigatori hanno trovato un borsone che forse conteneva qualcosa che
è bruciato a lenta combustione. La questura, però, ha smentito di aver trovato liquido infiammabile nell'appartamento. Dai primi rilievi effettuati dalla scientifica
emergerebbe la presenza di una sostanza usata per appiccare il fuoco.
Le tracce sarebbero state trovate non lontano dal cadavere di Brenda.
Secondo quanto si apprende, l'incendio avrebbe causato solo qualche
danno all'appartamento.
E' già stata disposta l'autopsia con accertamenti tossicologici per everificare se Brenda fosse, drogata, avesse fatto uso di alcol se invece sia morta per il fumo che ha intossicato l'ambiente.
Secondo chi indaga, la casa era troppo disordinata e probabilmente non era utilizzata da Brenda per ricevere clienti. Gli inquirenti hanno
sequestrato anche un computer e un'agenda.
Qui uno degli elementi più sospetti: il personal computer di Brenda sarebbe stato trovato nel lavandino dell'appartamento, bagnato come se fosse stato immerso in acqua. Il particolare, rivelato da fonti investigative, farebbe supporre ad un gesto volontario per rendere il pc inutilizzabile.
Brenda è la seconda vittima nel caso Marrazzo. Nel settembre scorso è morto per
un arresto cardiaco, probabilmente dovuto ad overdose, Gianguarrino Cafasso, il pusher che - secondo
i carabinieri coinvolti nel caso dell'ex Governatore della
Regione Lazio- girò il filmato di quanto avveniva
nell'appartamento di via Gradoli. La morte di Cafasso ha
insospettito la procura di Roma che ha disposto una serie di
accertamenti per verificare le
cause del decesso.
Le reazioni. "E' inquietante". Così Luca Petrucci, legale di Piero Marrazzo, ha commentato la morte di Brenda. E ha aggiunto: "Anche se
non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più se non
quello che apprendo dai media, dico che forse le indagini
stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno
Bianca dove si mettevano, tra l'altro, a tacere i testimoni. In
questo senso - conclude l'avvocato Petrucci - ritengo giusto
mettere sotto protezione Natalie (altra trans che frequentava
Marrazzo, ndr)".
Sulla morte di Brenda è intervenuta anche Vladimir Luxuria. "Brenda non si è suicidata, poteva essere vista come una persona troppo scomoda", ha detto la prima parlamentare italiana transgender a Cnrmedia.
"Evidentemente qualcuno le ha voluto tappare la bocca per evitare che lei dicesse tutto quello che sapeva. Evidentemente non solo Marrazzo aveva frequentato via Gradoli", afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.