BigG replica ai pm ("nasconde i suoi dati"): disponibili a collaborare. Il 29 settembre riprende il dibattimento sul caso di bullismo ai danni di un minore affetto da sindrome di Down. L'avvocato di Vividown: c'è un vuoto normativo da colmare
Oltre alla Procura di Milano e al difensore civico del comune di Milano, dalla parte dell’accusa domani ci sarà anche l’associazione Vividown, rappresentata dall’avvocato Guido Camera, che spiega a Sky.it l’importanza del processo.
Avvocato, innanzitutto, l’interprete questa volta ci sarà ?
In realtà lo scoprirò domani in aula ma credo proprio di sì. Speranze di vittoria? L’accusa di fatto la porta avanti lo Stato italiano per mezzo della Procura della Repubblica, è importante sottolineare che il difensore civico del Comune si è costituito parte civile. Comunque al di là della vittoria sono curioso di vedere la presa di posizione giurisprudenziale sulle problematiche sollevate dalla Procura sulla gestione di dati personali. C’è un vuoto normativo in materia, la speranza è che questo processo colmi almeno in parte la lacuna. L’accusa è di diffamazione o no? Nel diritto penale c’è l’art. 40 che disciplina la cosiddetta “posizione di garanziaâ€: chiunque ha l’obbligo giudirico di impedire un evento e non lo fa è come se l’avesse commesso, e secondo la Procura la diffamazione è avvenuta per questo motivo, la mancata tutela della privacy di un minore tra l’altro affetto da sindrome di down.
Il caso suscita l’interessa della stampa straniera. È il primo del genere?
Casi identici a questo che io sappia non ce ne sono.
Il dibattimento è destinato a fare la giurisprudenza italiana (e forse anche europea), comunque si concluda. Google porta da sempre avanti una linea difensiva secondo cui “l’ottica adottata è quella che si riferisce ai vecchi mezzi di comunicazione. Da cui l’idea, sbagliata, che il provider di servizi in Rete sia oggettivamente responsabile dei contenuti ospitati sulle proprie piattaformeâ€.