Metti alla prova il tuo spirito leghista, gioca anche tu a “Rimbalza il clandestino”. E’ questo lo slogan del passatempo spuntato su Facebook (per visualizzare il link bisogna essere registrati a Facebook) che, secondo quanto riportato oggi dai quotidiani La Repubblica e La Stampa, è stato inventato dal figlio di Umberto Bossi e lanciato nella pagina ufficiale della Lega Nord nel social network.

Obiettivo del gioco è “mantenere il controllo sui clandestini in Italia”, come si legge nella schermata iniziale. Cliccando con il mouse in prossimità dei barconi pieni di immigrati che raggiungono le coste italiane, l’utente deve cercare di respingerli in mare premendo su questi un numero variabile di volte (da 1 a 5) prima che scompaiano dal monitor. Come tutti i giochi “Rimbalza il clandestino” presenta vari livelli di difficoltà e un tempo limite per completare il maggior numero di respingimenti.

Il gioco ha suscitato subito polemiche in rete. Ed è già nato il gruppo Facciamo chiudere il gioco rimbalza il clandestino, che vanta oltre 1800 iscritti (ma il numero cresce di ora in ora) e che invita gli utenti a giocare per avere così la possibilità di inviare segnalazioni (cliccando in basso a sinistra sull’apposito bottone) e denunciare quella che viene definita “una incredibile sbandata da Terzo Reich come uso di violenza contro persona o gruppo”. Centinaia i commenti degli utenti. “Una volta eravamo noi i clandestini in America e penso che ai nostri nonni e bisnonni non sia piaciuto essere trattati così” osserva Pathogenic Bibi. 

Alle reazioni degli utenti si uniscono quelle del mondo politico. Il responsabile Educazione del Pd Giuseppe Fioroni ha chiesto a tutte le forze politiche di "non sottostare al ricatto della Lega che trasforma, come fa il figlio di Bossi su Facebook, le sofferenze  umane in un gioco". Duro il segretario del Pd Dario Franceschini: "Non è più tempo di archiviare tutto ciò come stupidaggini o propaganda estiva: questo si chiama razzismo". All'attacco anche il capogruppo dell'Udc al Senato Giampiero D'Alia che parla di "inequivocabile e grave forma di  istigazione all'odio razziale" per la quale chiede l'intervento dell'autorità giudiziaria e del ministro dell'Interno" nonché una "decisa condanna" da parte di tutta la politica. Massimo Donadi, il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori, chiede ai “Bossi, padre e figlio, le scuse agli italiani e soprattutto ai sopravvissuti della tragedia di Lampedusa”.

E c’è anche chi suggerisce di rispondere con “la stessa arma”. Come Articolo 21, che propone "Rimbalza l'immaturo", un altro tipo di gioco da sviluppare su Facebook. In questo caso, lo scopo del gioco, come spiega il direttore del quotidiano on line Stefano Corradino, sarebbe quello di "incollare più a lungo possibile sui libri di diritto" Renzo Bossi, per tenerlo alla larga da tali distrazioni.