Per le case farmaceutiche l'affare si aggira attorno ai 10 miliardi di euro. Ecco come pensa di far fronte a questo investimento l'Italia, che prevede una spesa di 400 milioni di euro per l'acquisto dei vaccini
La svizzera Novartis, la britannica GlaxoSmithKline, la francese Sanofi Aventis e la statunitense Baxter sono i giganti del settore che dialogheranno con i governi nelle trattative sull’acquisto del vaccino antipandemico e che ne produrranno oltre l’80%. Il restante 20% arriverà da altre aziende, tra le quali alcune cinesi e australiane.
Grazie all’antivirale Tamiflu, la casa farmaceutica Roche è già stata premiata dai mercati finanziari, che sull'impennata di domanda del farmaco che agisce contro il virus H1N1 registra un +3% dopo aver annunciato utile netto del semestre in calo del 29%.
GlaxoSmithKiline (GSK), produttrice di Relenza, l'altro medicinale impiegato contro l'influenza A, prevede invece di fabbricare scorte di antivirale e vaccino contro il virus A/H1N1 per il valore di 3 miliardi di sterline, pari a 3,4 miliardi di euro.
Chi paga?
In Italia “verranno acquistate 48 milioni di dosi di vaccino dalla fine di novembre a gennaio 2010 – ha dichiarato il ministro Sacconi – secondo la programmazione di produzione delle ditte farmaceutiche con le quali il nostro paese ha stipulato contratti di prelazione dal 2005â€.
La vaccinazione riguarderà il 40% della popolazione, con una spesa che si aggira attorno a 400 milioni di euro.
400 milioni di euro che andrebbero identificati nell’ambito dei capitoli di spesa per la Sanità del Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef), come dichiarato da Antonio Tomassini.Â
Ma, di fatto, da dove saranno recuperati questi soldi?
Il fondo ad hoc per far fronte alla spesa potrebbe essere alimentato con una quota dei risparmi ottenuta dall’applicazione dei tetti di spesa farmaceutica per il servizio sanitario nazionale. In altre parole, significa far passare alcuni medicinali dalla categoria A (gratuita) a quelle B o C (a pagamento e a carico del cittadino).
Il decreto anticrisi approvato dal Consiglio dei ministri infatti prevede per la spesa farmaceutica territoriale un taglio di 800 milioni di euro l’anno a partire dal 2010. (D.L. 1 luglio, 2009, n.78 - Art 22 settore sanitario).
E se si rientra nelle categorie per le quali è consigliata sia la vaccinazione per l’influenza A sia quella per le influenze in generale?
“Il vaccino pandemico non esclude la somministrazione del vaccino antinfluenzale – spiega il responsabile delle Ricerche dell’ISS – Uno non esclude l’altro e non annulla gli effetti dell’altroâ€.