"C'è qualcuno che vuole intimorirci ma l'inchiesta resta qui". Usa parole forti il procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore, per per difendere l'inchiesta sulle tangenti che ha terremotato la Giunta Iervolino e per replicare all'accusa di aver fatto una segnalazione per un'assunzione all'imprenditore Alfredo Romeo. E proprio Romeo comparirà come imputato per la prima volta a Bari, a gennaio, nella prima udienza preliminare di una maxi inchiesta che lo vede coinvolto assieme ad una settantina di persone, tra amministratori, politici ed imprenditori.