Oltre ai tre arrestati di ieri sera ci sono altri 35 indagati nell'inchiesta che ha portato al fermo del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, tra questi ci sono anche Carlo Toto, patron di Airone, ed il figlio di quest'ultimo, Alfonso. Al sindaco di Pescara sono contestati circa 30 capi d'imputazione dalla corruzione in rapporti con imprenditori per lavori pubblici e accordi programma. Il filone degli appalti cimiteriali è solo uno, e Toto è indagato nel filone che riguarda la riqualificazione dell'Area di Risulta dell'ex ferrovia di Pescara.