Nessuno sconto di pena, nessuna attenuante. I giudici della Corte d'Assise d'Appello del tribunale di Brescia hanno confermato la condanna a 30 anni di reclusione per il padre di Hina Salem, la ragazza pachistana uccisa a Sarezzo nel Bresciano perchè voleva vivere all'occidentale. Quasi dimezzata invece la pena per i due cognati della giovane vittima, considerati complici dell'omicidio, e condannati a 17 anni. Si è chiuso il processo di secondo grado per l'omicidio della 21enne, uccisa nell'agosto 2006 nella casa dei genitori dopo esser stata attirata in una trappola dagli stessi familiari.