Limitare il riscaldamento globale a 2°C potrebbe non bastare per impedire ai ghiacci oltre il Circolo Polare Artico di sciogliersi. Lo afferma uno studio condotto da James Screen e Daniel Williamson dell'Università di Exeter (Gran Bretagna), pubblicato sulla rivista "Nature". Gli obiettivi dello storico Accordo di Parigi, siglato nel 2015, al quale hanno aderito oltre 50 Paesi, sarebbero dunque insufficienti, come affermato anche dall'Onu lo scorso novembre. Intanto i ghiacci continuano a ritirarsi, mettendo a rischio la fauna artica - come gli orsi polari - e permettendo alle navi di accedere sempre più facilmente al Polo Nord.  

 

Gli accordi di Parigi - Alla fine del 2015 oltre 200 nazioni hanno lavorato alla stesura degli Accordi di Parigi sul clima. Sono 55 i Paesi che nel mondo producono almeno il 55% delle emissioni mondiali di "gas serra", principali cause del riscaldamento della Terra. Tutti gli aderenti, compresi Stati Uniti, Cina e India (i più attivi produttori di emissioni inquinanti) si sono impegnati a non fare in modo che l'aumento globale delle temperature non superi mai i 2°C; entro il 2100, in ogni caso, l'incremento rispetto ai valori odierni non dovrà superare gli 1,5 °C. Obiettivi ancora attuali, visto che in campagna elettorale Donald Trump aveva affermato di voler cancellare gli Accordi di Parigi per promuovere un'industria nazionale basata sui combustibili fossili. Una volta al governo del Paese, però, il neopresidente si è mostrato più cauto e aperto al dialogo.  

 

La teoria di Screen e Williamson - "L'obiettivo dei 2°C potrebbe essere insufficiente per prevenire lo scioglimento dei ghiacci artici," sottolineano James Screen e Daniel Williamson nel loro studio. Un innalzamento di 2°C equivarrebbe ad un rischio pari al 39% che i ghiacci dell'Oceano Glaciale Artico scompaiano a causa di estati più calde. Virtualmente, le formazioni ghiacciate potrebbero sopravvivere solo se già da ora si perseguisse l'obiettivo di un riscaldamento globale pari a 1,5°C. Al momento gli studiosi stimano che, con i ritmi contemporanei, non si riuscirà a limitare l'innalzamento della temperatura a 2°C, ma si arriverà a 3°C.

 

Ghiacci al minimo storico - Al momento le immagini scattate dai satelliti rivelano che quest'anno si è toccato un nuovo minimo storico nella formazione dei ghiacci artici. Hanno raggiunto il picco massimo a marzo e il minimo a settembre. "In meno di 40 anni, abbiamo quasi dimezzato la copertura artica marina", ha dichiarato al "GuardianTor Eldevik, professore del Bjerknes centre for climate research all'Università di Bergen, in Norvegia. Secondo lo studioso, entro i prossimi 40 anni il ghiaccio artico potrebbe cessare di esistere.