Dall'utilizzo di radar aerei fino all'applicazione di modelli matematici: presto anche le foreste potrebbero diventare "smart". In Trentino Alto-Adige, infatti, è già in fase di sviluppo un progetto che prevede l'applicazione delle tecnologie utilizzate per le smart city anche ad un habitat completamente nuovo: le foreste, appunto. Se per le città "intelligenti" l'obiettivo ultimo è l'ottimizzazione dei servizi pubblici attraverso l'innovazione tecnologica, per le foreste si tratterà di "informatizzare e dare coerenza ad un settore gestito ancora con metodi tradizionali".

 

I software di monitoraggio -  Attualmente è già possibile tenere sotto controllo l'estensione e il mutamento delle specie boschive. Come? Grazie alle immagini Lidar, ovvero quelle ricavate dai radar installati sugli aerei, che vengono processate dagli algoritmi sviluppati da Fem e Fbk. Le due fondazioni che hanno preso parte al progetto "Smart forest" sono rispettivamente specializzate in ricerca scientifica in campo agrario e in ambito scientifico-tecnologico.

Grazie a questa nuova forma di monitoraggio viene messa a disposizione una quantità notevole di dati come le masse legnose, il numero di alberi o l'altezza delle piante, ma a differenza del passato l'accuratezza sarebbe decisamente maggiore a detta degli esperti.

È possibile, infatti, "registrare le decine di migliaia di 'echi di ritorno' della emissione elettromagnetica del sensore, in modo che, a seconda delle diverse altezze delle piante, con particolari modelli matematici che abbiamo messo a punto, si ottengano dati molto precisi sul volume legnoso, la biomassa, il numero di alberi del bosco", spiega il direttore tecnico di Trilogis, Massimo Barozzi.

 

 

Prodotti smart per foreste smart - Ai forestali del Comune di Arco, in provincia di Trento, sono stati consegnati dei tablet allo scopo di comunicare in tempo reale agli enti di competenza eventuali problemi sul territorio. Dalla presenza di danneggiamenti colposi fino alla memorizzazione di ogni dato utile, le informazioni, che già in passato venivano comunque rilevate dai custodi di bosco, diventano ora più capillari grazie alla tecnologia digitale e alla diffusione della rete.

Peraltro in tempi decisamente più rapidi di quelli impiegati dalle metodologie analogiche. La digitalizzazione non ha, però, riguardato solo chi opera sul campo. I tecnici di Trilogis - l'azienda capofila del progetto, specializzata in sistemi informativi - hanno sviluppato dei programmi in grado di automatizzare su base geografica la gestione dei piani forestali.

 

 
Un progetto internazionale - Il progetto che sta prendendo piede in Trentino ha l'ambizione di superare i confini regionali e coinvolgere in futuro anche Paesi transfrontalieri. Inoltre, uno degli obiettivi per il prossimo futuro sarebbe la creazione e lo sviluppo di alcune "best practice" da esportare in altri territori. Un’altra iniziativa, ancora da realizzare, riguarda le certificazioni Pefc, cioè quelle che attestano, tra le altre cose, che la carta usata in libri e quaderni provenga da boschi amministrati in maniera ecosostenibile.