Google lancia le stories con AMP, sfida a Snapchat e Instagram

Le "stories" sono contenuti visibili solo per 24 ore (Getty Images)
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Grazie alla tecnologia Accelerated Mobile Pages, the big G farà concorrenza sullo stesso terreno agli altri due colossi social

Google ha iniziato a testare una nuova funzione che permetterà di accedere con un gesto a numerosi contenuti multimediali, con l'obiettivo di creare coinvolgimento (o "engagement") nel minor tempo possibile. Sono le AMP Stories, una funzione che da dispositivo mobile permette di caricare velocemente notizie, immagini, video, con la possibilità di "sfogliarle" una dietro l'altra. Questo tipo di contenuti, creati in partnership con varie testate e siti web, non sono una novità assoluta: anche Snapchat e Instagram da tempo offrono funzionalità simili.

L'annuncio

La compagnia di Mountain View ha dato l'annuncio su un blog aziendale: "Sui dispositivi mobili, gli utenti sfogliano molti articoli, ma interagiscono con pochi approfondimenti - si legge nella nota- immagini, video e grafica aiutano gli editors a catturare l'attenzione dei loro lettori il più rapidamente possibile e a coinvolgerli con informazioni visive accattivanti e facilmente consumabili". E' questo lo scopo finale delle AMP Stories, un formato nato per il pubblico dello smartphone, poco propenso alle lunghe letture. Queste stories potranno essere linkate e condivise, anche se su desktop probabilmente perderanno gran parte del loro appeal.

Chi potrà crearle

Anche se le AMP Stories sono uno standard aperto a tutti, soltanto una selezione di testate e siti potrà finire sulle preview di Google e ottenere vasta visibilità. In questa fase, scrive The Verge, sembra che Mountain View abbia incentivato lo sviluppo di contenuti pagando alcuni publisher come Vox Media.

L'aspetto tecnico

Come precisato da Google, le AMP Stories sono appoggiate a una struttura preesistente, quella delle Accelerated Mobile Pages. Queste ultime sono delle pagine che, come riferisce il nome, sono create per caricarsi velocemente sui dispositivi mobili. "Come ogni pagina web - scrive la società - il publisher ospita la pagina Html della sua AMP Story sul suo sito e può linkarla ad ogni altra parte di esso". Accedere a una AMP Story contribuisce ad accrescere il pubblico del sito che l'ha creata: un fatto che potrebbe avere interessanti conseguenze per il valore della pubblicità.

I dubbi

Il nome "Stories" fa pensare immediatamente ai contenuti a scadenza programmata tipici di Snapchat o Instagram. Non è chiaro se i contenuti creati con AMP Stories avranno una vita predefinita né dove saranno posizionati all'interno delle varie piattaforme Google (una volta che la fase di prova sarà ultimata). I partner del test per ora sono CNN, Conde Nast, Hearst, Mashable, Meredith, Mic, Vox Media e il Washington Post.

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