Dall'iPhone X al robot Sophia: i dieci oggetti tecnologici del 2017

iPhone X, HomePod, un visore Oculus e il robot Sophia (foto: Apple, Getty Images)
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La battaglia tra Apple e Samsung, la concorrenza tra assistenti digitali, il progresso dei visori per la realtà virtuale. E poi i robot, sempre più intelligenti: ecco quali sono i fenomeni dell'anno

Nel 2017, l'iPhone ha spento dieci candeline e Samsung ha superato le difficoltà avute col Note 7. Ma gli oggetti tecnologici sono andati oltre gli smartphone: è cresciuta la concorrenza tra gli assistenti digitali e i visori per la realtà virtuale. E si sono alternati dispositivi vintage (come il 3310) con i robot di ultima generazione, talmente sofisticati da ottenere la cittadinanza di un Paese reale. Ecco quali sono stati più discussi (nel bene e nel male) dell'anno che sta per chiudersi.

iPhone X

Con l'iPhone che spegneva dieci candeline, gli utenti richiedevano uno scarto rispetto ai dispositivi precedenti. La Mela ha optato per una soluzione che accontentasse gli assetati di novità e i tradizionalisti: l'iPhone X è stato accompagnato dall'iPhone 8. Ma è stato il “ten” a rubare la scena: design completamente nuovo, con bordi ridotti al minimo indispensabile. Addio al tasto Home e, di conseguenza, alla scansione delle impronte digitali. Via libera invece al riconoscimento facciale. Al momento del lancio, ha fatto discutere il prezzo: oltre i mille dollari (da 1189 euro in Italia).

Samsung Galaxy

Il 2017 è stato l'anno del rilancio della gamma Galaxy. Se l'S7 è stato un successo, la casa sudcoreana doveva far dimenticare il flop del Note 7, ritirato a causa di un pericoloso surriscaldamento della batteria. Il Samsung Galaxy S8 ha aperto le danze. Lo ha fatto a marzo, con circa un mese di ritardo rispetto al consueto calendario. Tempo utile per far dimenticare i fallimenti precedenti ed essere certi che tutto fosse in regola: un secondo passo falso avrebbe potuto avere effetti imprevedibili. Alla fine di agosto è arrivato il Note 8, il phablet con pennino che tanto aveva fatto penare il gruppo nel 2016. Di guasti non se ne sono visti, mentre i dati sugli ordini e i bilanci di Samsung (per la verità mai negativi, neppure nei momenti più delicati) confermano il successo.

 

Echo, Google Home e HomePod

Sono i maggiordomi digitali: dispositivi che governano una casa, dialogano con gli oggetti che la popolano e con le persone che la abitano. È uno dei grandi trend tecnologici del momento, anche perché sono la versione più casalinga di quello che l'intelligenza artificiale può fare. Echo, di Amazon, è il leader di mercato. Nel 2017 ha lanciato Echo Touch: un assistente dotato di schermo e pensato per videochiamare e aprire a funzionalità simili a quelle di un tablet. Google, dopo l'esordio del 2016, ha rilanciato il suo Home, con una versione mini e una maxi. Il nuovo è l'HomePod di Apple: svelato a giugno, ha una forte focalizzazione sulla qualità del suono. Ma è in ritardo: non è ancora in commercio. Dovrebbe essere disponibile all'inizio del prossimo anno.

Bixby e gli altri assistenti digitali

La famiglia degli assistenti digitali si è allargata. Assieme al Samsung Galaxy S8 ha esordito Bixby, l'intelligenza artificiale che gestisce lo smartphone (e non solo). Ormai nessun grande gruppo tecnologico sembra poter fare a meno di un assistente digitale. La nascita di Bixby, infatti, è stata accompagnata dall'evoluzione dei rivali. Siri ha ampliato il suo raggio d'azione nell'ecosistema Apple. Cortana è il gestore dell'universo Microsoft. Google Assistant è ormai ovunque arrivino i servizi di Big G. E Alexa di Amazon, anche senza uno smartphone, si sta espandendo.

Finisce l'era iPod 

Di un dispositivo si parla spesso nel momento del lancio. E, se ha successo, quando termina il suo percorso. È stato il caso dell'iPod. Dopo 12 anni di carriera, Apple iPod Nano e iPod Shuffle vanno in soffitta (dove era già andato l'iPod classico). Tra i dispositivi musicali della Mela resta solo la versione touch. Finisce un'epoca: l'iPod ha contribuito a cambiare il modo di ascoltare la musica ed è stato uno dei grandi successi Apple, già nell'epoca pre-iPhone.

Nokia 3310

Il 3310 non è lo smartphone più evoluto e neppure il più venduto. Però è stato chiesto a gran voce dagli utenti, accontentati da Nokia più per marketing che per questioni di bilancio. L'operazione nostalgia è stata lanciato a febbraio ed è arrivata in Italia a maggio. Il 3310 è un tuffo nel passato. Display non touch da 2,4 pollici, con una risoluzione da 240 x 320 pixel. Una sola fotocamera, posteriore da 2 megapixel, connessione 2G. Ci si può fare poco: telefonare, ascoltare la radio, riprodurre gli Mp3. E poi si può giocare a Snake, storico titolo che ha appassionato milioni di ragazzi cresciuti tra la fine degli anni '90 e i primi 2000. In compenso, la batteria dura un'eternità: promette 31 giorni in stand-by e 22 ore di conversazione.

Nintendo Switch

Dopo anni carsici, Nintendo è riemersa con forza tra il 2016 e il 2017. Lo scorso gennaio ha svelato la sua Switch, una console con un formato innovativo. L'obiettivo è consentire un'esperienza di gioco estremamente flessibile. Il corpo centrale permette di usarla in casa come fosse una PlayStation o una Xbox. Ma si può anche giocare in mobilità, grazie a un touchscreen da 6,2 pollici, una memoria interna da 32 GB e un'autonomia intorno alle tre ore. Il gioco può anche essere condiviso, grazie ai due controller smontabili e indipendenti.

Nintendo classic mini

La console appartiene alla stessa famiglia del 3310, quella dei prodotti nostalgici. Alla fine di settembre è arrivata la Super Nintendo Classic Edition, riedizione vintage della storica console della casa giapponese. Non è una prima volta: nel 2016 Nintendo aveva rilanciato la sua Nes da 8 bit: sono prodotti neanche lontanamente paragonabili rispetto a quelli attuali, con esperienze di gioco semplici ed essenziali. Ma pescano in un bacino di appassionati che chiedono vintage per tornare a perdersi tra Mario World e Donkey Kong Country.

Oculus Go

Durante la conferenza degli sviluppatori, Oculus ha presentato il suo “Go”. Non sono ancora in commercio e dovrebbero arrivare nel 2018, ma segnano uno scarto: è il primo visore senza fili che punta a una diffusione di massa. I cavi sono stati sempre indicati come un freno all'utilizzo di questa tecnologia. Gli Oculus Go sono solo l'emblema di un settore in crescita: secondo un'analisi di Canalys, il trimestre chiuso a settembre è stato il primo in cui è venduto più di un milione di visori. A guidare il mercato è Sony (che ne ha venduti 490mila grazie al Palystation VR), seguita da Oculus e Htc.

Il robot Sophia

È stato l'anno dei robot. L'intreccio tra automazione e intelligenza artificiale ha diviso tra catastrofisti ed entusiasti. Di sicuro, però, i robot hanno dato un assaggio di quel che potranno fare. Negli ultimi mesi è entrato in servizio il primo poliziotto-umanoide. È tornato in commercio Aibo, il cane firmato Sony fatto di circuiti. I fattorini autonomi hanno iniziato a percorrere le nostre strade. La rappresentante di questa nuovo popolo è Sophia: la prima donna-robot a ottenere la cittadinanza (dall'Arabia Saudita).

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