Auto elettriche in Italia, a che punto siamo?

Auto elettriche: Italia ancora troppo indietro (Getty Images)
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L'incidenza di queste vetture sul mercato automobilistico interno raddoppia rispetto allo scorso anno ma resta una percentuale irrisoria del totale (lo 0,2%), troppo bassa rispetto agli altri Paesi europei più importanti

Una lieve inversione di tendenza rispetto al 2016 c'è stata ma l'Italia – secondo i dati dell'Acea, l'Associazione europea dei costruttori di automobili – resta saldamente nelle ultime posizioni in Europa per quanto riguarda l'immatricolazione di vetture elettriche.

I dati diffusi dall'Acea

I primi mesi del 2017 hanno fatto segnare un sensibile rialzo nelle vendite di vetture elettriche e ibride plug-in (mezzi sia elettrici che a combustione) nel nostro Paese: secondo gli ultimi dati, 2.827 su quasi un milione 825mila nuove macchine immatricolate, cioè lo 0,2% del totale. Esattamente il doppio dello scorso anno, quando la percentuale sfiorava appena lo 0,1. Ma ancora troppo poco rispetto ad altri Paesi europei come Francia e Regno Unito – dove il dato è pari all'1,4 per cento – e Germania (0,8%). Persino la Spagna fa meglio di noi, con lo 0,3% di modelli elettrici sul totale di quelli venduti. Tra i fanalini di coda l'Estonia, con appena 35 unità immatricolate (pari allo 0,2 per cento), la Grecia, con 32 (0,04%) e infine la Bulgaria, 21 (0,05%).  

Norvegia irraggiungibile

Meglio i Paesi del nord Europa, con percentuali alte in Olanda (6%) e Belgio, dove si sfiora il 2 per cento. A rappresentare un'eccezione a livello europeo è la Norvegia, Stato in cui il mercato delle auto “pulite” si ritaglia quasi un terzo dello spazio totale. La mappa diffusa dall'Acea è interessante in quanto mette in relazione il Prodotto interno lordo con l'acquisto dei veicoli elettrici, arrivando alla conclusione che l'incidenza di questi ultimi è intorno all'1% o superiore soltanto laddove il Pil è di oltre 30mila euro pro capite.  

I problemi italiani

Le auto elettriche potrebbero rappresentare una soluzione per abbattere l’inquinamento generato dalle emissioni di anidride carbonica, come richiesto anche dall'Unione europea. Nel nostro Paese – ricorda anche “Quattroruote” – il peso della CO2 sul totale delle emissioni dei trasporti è infatti di oltre l'80%, la percentuale più alta del Vecchio Continente e il doppio, ad esempio, rispetto ai Paesi Bassi – dove infatti l'elettrico si sta diffondendo. Sempre il mensile dedicato alle automobili sottolinea uno dei problemi italiani allo sviluppo delle macchine a combustione alternativa, a fianco a quello dei costi ancora elevati per l'acquisto dei mezzi: la carenza delle infrastrutture, come le colonnine di ricarica, concentrate soprattutto al Nord. Anche se proprio di questi giorni è la notizia che Enel, con il suo programma E-mobility, prevede fino a 300 milioni di euro di investimenti per installarne 14mila in tutto il Belpaese per il 2022 (7mila delle quali entro il 2020). Inoltre, c'è un freno che arriva direttamente dai produttori del nostro paese, con la recente dichiarazione dell’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, che ha detto di non vedere le auto elettriche come “una soluzione per il futuro” paragonandole, per emissioni, alle vetture a benzina. Vetture a benzina che nella prima metà del 2016 – sempre secondo dati Acea elaborati dal “Sole 24Ore” – nella Ue a 15 hanno superato nelle vendite quelle diesel per la prima volta dal 2009.  

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