Shelley, l'intelligenza artificiale del MIT che scrive storie horror

La home page del sito ufficiale di Shelley (Screenshot)
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Battezzata con il nome dell'autrice del romanzo "Frankenstein", è alimentata da algoritmi che le consentono di collaborare con gli scrittori in carne ed ossa

Non c'è lettura più appropriata per Halloween, se non una storia di paura. Chi finora aveva creduto che solo l'immaginazione umana potesse partorire mostri e scene agghiaccianti, adesso potrebbe ricredersi: i ricercatori del Media Lab del Massachusetts Institute of Technology, infatti, hanno messo a punto una nuova intelligenza artificiale in grado di dare sviluppo alle idee che le vengono sottoposte dagli utenti. Si chiama Shelley, in onore della scrittrice che firmò "Frankenstein", ed è possibile saggiare le sue abilità visitando il suo profilo Twitter.

Come interagire con "Shelley"

"Shelley twitta una storia ogni ora, e risponderà alle top-stories collaborative", si legge nel messaggio iniziale del suo profilo Twitter. Le regole per creare un racconto da brivido insieme con l'AI sviluppata dal Mit sono semplici: a una storia precedente si può rispondere con uno, due o tre tweet; il segnale per far proseguire la storia a Shelley è concludere con l'hashtag #yourturn ("E' il tuo turno"). La macchina, si legge sul sito ufficiale, "risponde selettivamente alle storie top di ogni giorno, misurate dalla sommatoria di 'mi piace' e retweet".

Come funziona l'AI

Il talento di Shelley è tutto racchiuso in una serie di algoritmi, che le permettono di riconoscere gli elementi narrativi che le vengono dati e di rielaborarli in modo sensato e stilisticamente coerente. Ovviamente la macchina è in grado di produrre anche storie di suo pugno, ma più rilevante è notare come essa sia in grado di prendere il filo di qualcosa che non proviene dal suo interno e di completarlo. Infatti, il Mit aveva già inventato, in occasione dello scorso Halloween, una macchina che inventava storie horror, la Nightmare Machine, ma questa non era in grado di collaborare con gli umani come fa la nuova creazione. Gli ingredienti dello stile di Shelley non provengono dai classici come Edgar Allan Poe o Bram Stoker, bensì dalle storie dell'orrore ricavate dagli utenti del social network Reddit. "Per secoli, attraverso le aree geografiche, le religioni e le culture, le persone hanno innovato i propri modi di generare spavento. Creare un'emozione viscerale come la paura rimane uno dei temi della creatività umana", si legge nella presentazione del Mit, "questa sfida è particolarmente importante in un momento in cui esploriamo i limiti dell'intelligenza artificiale: possono le macchine imparare a farci spaventare?". Giudicate voi.



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