Usa 2016, Google e Facebook aiutarono la campagna anti-rifugiati

I social network sono anche al centro di indagini per l'influenza indebita della Russia sulle elezioni statunitensi (Getty Images)
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Secondo Bloomberg, i due colossi tecnologici avrebbero fornito supporto tecnico a una società non-profit che, nelle settimane precedenti alle presidenziali americane, sponsorizzò video controversi per danneggiare i Democratici e favorire Trump

I team di pubblicitari e consulenti tecnici di Facebook e Google avrebbero supportato la campagna anti-rifugiati e anti-Hillary Clinton di un gruppo non-profit conservatore statunitense, Secure America Now, forse contribuendo indirettamente alla vittoria di Donald Trump. I contenuti sponsorizzati, del valore di milioni di dollari, sono stati accuratamente indirizzati negli Stati in bilico nelle settimane antecedenti alle presidenziali del 2016, puntando ai target più influenzabili verso questo genere di messaggi. Lo scrive Bloomberg precisando che, "a differenza degli sforzi russi per influenzare in segreto le elezioni del 2016 via social media, questa campagna guidata da americani è stata sviluppata con la diretta collaborazione di Facebook e Google". A rivelarlo sono cinque fonti che sono state direttamente coinvolte e un report interno dell'agenzia.

I messaggi

Uno dei contenuti che avrebbero goduto del supporto tecnico dei due colossi tecnologici mostrava Germania e Francia invase dalla legge islamica, la Sharia, scene di bambini che a scuola imparavano a combattere per l'Isis o la Gioconda coperta dal burka. Oltre a questi video, venivano aggiunte chiare indicazioni elettorali, a danno dei candidati Democratici: "Blocca il supporto al terrorismo. Vota contro Catherine Cortez Masto", una candidata al Senato del Nevada (poi eletta). "Avete visto la minaccia. Adesso votate per proteggere il Nevada", lo slogan propagandato.

Il ruolo di Google e Facebook

Nessuna delle parti direttamente interessate, Secure America Now, Google e Facebook, ha accettato di rilasciare commenti al riguardo. Google si è limitata a inoltrare un messaggio nel quale afferma che i contenuti contrari alla policy della società vengono prontamente rimossi. Dalle testimonianze raccolte da Bloomberg, però, emerge come gli staff delle due società avrebbero fornito supporto per l'accurata definizione dei bersagli a cui inviare i contenuti anti-islamici, e avrebbero testato l'efficacia di nuove tecnologie per veicolare i messaggi, come un formato video verticale. In ogni caso, i contenuti sono stati visualizzati dagli utenti milioni di volte, fattore che indica, come minimo, la non ostilità da parte dei due colossi del web nei confronti di video che stavano circolando sui loro spazi pubblicitari.

Cos'è Secure America Now

L'organizzazione non profit che ha pagato milioni di dollari per diffondere messaggi anti-islamici e favorire così la campagna dei Repubblicani è stata fondata nel 2011, inizialmente per contrastare la costruzione di una moschea a Manhattan, vicino all'area dove sorgevano le Torri Gemelle. I suoi finanziatori, restano al momento ignoti. A presiedere il gruppo è Allen Roth, a lungo consulente politico di Ronald Lauder, presidente del Congresso mondiale ebraico ed ex ambasciatore statunitense in Austria.

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