Ashley Madison pagherà 12 milioni di dollari a vittime cyber attacco

Il sito dedicato alle relazioni extraconiugali Ashley Madison ha annunciato che risarcirà le vittime del cyber-attacco del 2015 (foto di archivio- Getty Images)
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La compagnia Ruby Life Inc risarcirà gli utenti americani del sito dedicato alle relazioni extraconiugali. L'accordo è stato raggiunto dopo la class action

Il furto dei dati personali degli utenti del sito di dating Ashley Madison è stato uno dei cyber-attacchi più famosi. Nel 2015, infatti, furono violati 37 milioni di account. La compagnia Ruby Life Inc. ha annunciato che risarcirà le vittime coinvolte nel cyber-crimine per un totale di 11,8 milioni di dollari. Se tutti i 6 milioni di utenti coinvolti nelle class action accetteranno l'accordo, questa cifra equivarrà a soli 2 dollari a testa. Lo riporta "The Guardian".

Le cifre del risarcimento

Secondo quanto dichiarato dall'azienda chi ha subito una perdita consistente potrà aspirare al massimo del risarcimento, ovvero 3.500 dollari. Questo patteggiamento è stato deciso per evitare future cause singole tra le vittime e l'azienda. L'accusa principale mossa all'azienda dopo l'attacco del 2015 è che la sicurezza dei dati fosse inadeguata. Secondo le stime del Wall Street Journal, gli utenti che potrebbero accedere all'accordo con la Ruby Life Inc. sono 6 milioni. In tal caso, dovendosi spartire 11,8 milioni di dollari, la cifra che spetterebbe loro scenderebbe da 3.500 dollari a soli 2 dollari ciascuno.

Le accuse e le repliche sul cyber-attacco

L'accordo arriva in seguito alla negazione della responsabilità dell'azienda verso tutti coloro che hanno subito danni dal cyber-attacco. In una dichiarazione della Ruby Life Inc. ripresa dal "The Guardian" si legge che l'azienda nega ogni errore e ribadisce che "solo perché il nome di una persona o un'altra informazione sembra essere stata diffusa in seguito a questa violazione informatica, non significa che la persona fosse un membro di Ashley Madison". Da parte loro, gli utenti che hanno dato vita a tre diverse class action negli Stati Uniti, sostengono che la società abbia mentito sulle misure di sicurezza, garantendo erroneamente che AshleyMadison.com fosse un sito sicuro "e che la violazione dei dati abbia provocato la pubblicazione di informazioni relative a utenti che avevano anche pagato per cancellare questi dati dal sito".

Ashley Madison, i fembot e gli insider

Come riporta il "Telegraph" Ruby Life Inc, precedentemente nota come Avid Life Media, lo scorso anno ha confermato anche la presenza di "fembot", software in azione per creare l'illusione che sul sito ci fossero donne pronte a incontrare gli iscritti al sito. AshleyMadison.com è una piattaforma dedicata alle relazioni extraconiugali. Il suo claim, molto chiaramente, recitava fino a qualche tempo fa: "La vita è breve. Concediti una scappatella". Secondo Noel Biderman, ex CEO di Avid Life Media, l'attacco fu così capillare che non poteva che essere stato condotto da qualcuno che lavorava all'interno dell'azienda. Oltre alla diffusione dei dati, molti utenti furono minacciati di estorsione, al fine di evitare che i loro nomi fossero resi pubblici.

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