Una nuova tecnologia per ricaricare wireless gli oggetti in movimento

Batteria wireless per Infiniti LE Electric Nissan, 2012 (Getty Images)
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Dall'Università di Stanford è allo studio un sistema per alimentare "senza fili" le apparecchiature elettriche. La tecnologia potrebbe esser utilizzata per le automobili a zero emissioni, attrezzature mediche e smartphone

Uno dei principali ostacoli alla diffusione delle auto elettriche è quello che riguarda la loro scarsa autonomia e l'incapacità di ricaricarsi in movimento, senza bisogno di fermarsi per ore in attesa che la batteria sia ripristinata. Da Stanford potrebbe arrivare un sistema in grado di aggirare il problema e ricaricare gli oggetti elettrici in movimento in modalità wireless. In uno studio pubblicato su Nature, gli esperti sostengono che un giorno questa tecnologia potrebbe essere utilizzata anche per i veicoli, le apparecchiature mediche e gli smartphone.

Come funziona la tecnologia

La nuova tecnologia messa a punto a Stanford muove i suoi passi da un progetto sviluppato al MIT nel 2007, in grado di trasmettere elettricità wireless a oggetti fermi in un raggio di poche decine di centimetri. Nel nuovo lavoro è stato possibile trasmettere l'energia a una lampadina LED in movimento. La quantità trasferita è ancora limitata, al momento ammonta a 1 milliwat. Il team è al lavoro proprio sull'aumento della capacità di trasmissione per arrivare ad alimentare altri oggetti in movimento, come ad esempio gli smartphone e più in là le auto elettriche. "Oltre a promuovere la ricarica senza fili di veicoli e dispositivi personali come i cellulari, la nostra nuova tecnologia può essere usata anche per i robot impiegati nei processi produttivi, anch'essi in movimento - ha affermato Shanhui Fan, autore dello studio - Abbiamo solo bisogno di aumentare in modo significativo la quantità di energia trasferita per caricare le auto elettriche".

Eliminare il "tocco" umano

Tuttavia il dispositivo richiedeva ancora una manutenzione manuale e statica del sistema, la presenza dell'uomo era necessaria per mantenere stabile e regolare la frequenza della corrente. Per migliorare le trasmissioni il team di Stanford ha dunque modificato il trasmettitore, inserendo un amplificatore di voltaggio e una resistenza di ritorno, in grado di sintonizzarsi sulla giusta frequenza di trasmissione per ogni distanza rilevata, senza bisogno di interazione umana.

La sperimentazione al Politecnico di Torino

Lo studio non è il primo del suo genere. Infatti, presso il Politecnico di Torino è stata messa a punto "Polito charge while driving", una tecnologia in grado di sfruttare un principio simile a quello che regola il funzionamento dei fornelli a induzione, con tanto di bobine collocate sotto l'asfalto, in grado di ricaricare le auto elettriche anche quando sono in movimento.

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