Sfida tra assistenti digitali: HomePod contro Echo e Google Home

HomePod, il dispositivo lanciato da Apple durante il WWDC (Apple)
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Apple entra nel mercato degli speaker e affronta Amazon e Big G. Per ora preferisce puntare molto sulla qualità del suono e meno sulle funzionalità IoT. Ma sembra non aver paura di alzare il prezzo  

E tre. Apple entra nel settore degli assistenti digitali per la casa con HomePod. Si aggiunge (con ritardo) a Echo, leader di mercato made in Amazon, e Google Home, svelato lo scorso novembre. Cupertino cerca di farsi spazio con tutte le armi della Mela: design accattivante, forza del marchio e innovazioni introdotte in modo graduale.

Integrazione e IoT

HomePod, almeno in sede di presentazione, non è andato allo scontro diretto con Echo. Farlo sarebbe stato un suicidio. Perché il maggiordomo digitale di Amazon, sul mercato da due anni, è più forte, più integrato con altri dispositivi smart e ha già una platea di sviluppatori che hanno dato vita a oltre 10mila prodotti di terze parti. In sostanza, Echo, oltre alle sue funzioni di base e all'intelligenza artificiale di Alexa, ha già migliaia di app che vanno ad arricchire il prodotto e consentono di fare di tutto (da ordinare una pizza a prenotare una corsa con Uber). E sono molte anche le aziende produttrici di dispositivi intelligenti già oggi in grado di dialogare con Echo. Google non ha ancora creato attorno a sé lo stesso ecosistema, ma è comunque più avanti rispetto al neonato HomePod, che deve costruire quasi da zero la “sua” rete. Quasi. Perché ha già una sua piattaforma per lo sviluppo di soluzioni ad hoc, HomeKit. La benzina per viaggiare c'è, ma il terreno da recuperare è tanto.

Gli assistenti digitali

Siri, l'assistente digitale già presente negli altri dispositivi Apple, dovrà adattarsi alla sua nuova casa. Il punto di forza è linguistico: Siri è poliglotta, molto più rispetto ai suoi avversari. Un vantaggio per l'espansione globale. Un vantaggio (per ora) ipotetico perché, di fatto, un mercato mondiale ancora non esiste. Ecco perché HomePod sarà disponibile da dicembre solo in Paesi anglofoni e più maturi: Usa, Gran Bretagna e Australia. Per l'Italia si dovrà attendere il 2018. Un'altra funzione sulla quale si gioca la partita è la capacità di riconoscere gli utenti. Google Home può individuare la voce di chi parla e rispondere in base alle abitudini e ai gusti di ciascuno. Echo non è ancora attrezzato. Ed Apple non ha fatto cenno a funzionalità di questo tipo. Il tema della comunicazione sarà centrale. Google Home può chiamare i contatti della propria rubrica; Echo ha creato una versione con schermo touch che consente di chiamare chiunque abbia un dispositivo animato da Alexa. HomePod non ha fornito dettagli, ma l'integrazione con iMessage è più che probabile.

Musica e intrattenimento

Echo è riconosciuto come leader. Non lo dicono solo i numeri ma anche l'approccio degli avversari. Sia Google Home che HomePod hanno preferito presentarsi come qualcos'altro: il primo ha messo l'accento sull'intrattenimento; il secondo sulla musica. Il dispositivo di Google consente di accedere a Netflix e Youtube e di governare Chromecast (il kit per la smart tv di Big G). Apple ha optato, per ora, su un sistema più chiuso. All'interno di HomePod c'è Siri e la possibilità di accedere a Apple Music (ma non a Spotify). Durante la presentazione non è stato detto esplicitamente, ma si può prevedere un'integrazione con Apple Tv. Quindi precedenza alle piattaforme di casa. HomePod è quindi meno versatile e punta forte sulla qualità musicale. Si propone come una via di mezzo tra Echo e una cassa musicale intelligente (i manager di Cupertino hanno citato i prodotti di Sonos), in grado di adattare la musica alla stanza in cui si trova per ottimizzare l'ascolto. Apple cerca così di far leva su uno dei difetti degli avversari, le cui performance musicali non sono eccelse.

Le differenze di prezzo

Echo, Google Home e HomePod avranno le stesse funzioni base: possono dialogare con altri dispositivi, tradurre brevi brani, inviare messaggi. Hanno calendario, sveglia, timer. E interagiscono con gli utenti. In fondo Apple ha creato una sofisticata cassa con all'interno Siri (con molte funzioni disponibili su iPhone e iPad). La Mela ha già affermato che HomePod verrà presto arricchito, anche se non si sa ancora come. L'idea di base è quella di entrare in un mercato nuovo con un prodotto dalle funzionalità limitate, per poi ampliare la gamma dell'offerta. Nel frattempo, HomePod dovrà dimostrare di offrire un'esperienza d'ascolto davvero differente. Anche perché il prezzo è salato: 349 dollari. I concorrenti costano molto meno: Echo 179,99 dollari e Google Home 129 dollari.

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