Ebook, il Parlamento Europeo dice sì all'Iva ridotta

Gli ebook potranno usufruire dell'Iva ridotta (LaPresse)
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L'Europa ha dato il via libera definitivo alla possibilità di adottare un'imposizione fiscale agevolata. Il formato digitale viene così equiparato alla carta

L'ebook come la carta. Il mercato è ancora contenuto e la fruizione diversa, ma chi vende i libri in formato digitale potrebbe presto adottare una tassazione agevolata, con Iva ridotta, come già avviene per i colleghi che si occupano dei tradizionali volumi cartacei.

Cosa cambia

Il Parlamento europeo ha infatti dato il via libera definitivo alla proposta della Commissione Europea che permette agli Stati membri di abbassare l'Iva sugli ebook allineandola con quella imposta ai libri cartacei. Attualmente invece gli ebook devono essere tassati come minimo al 15%, mentre per gli equivalenti tradizionali i Paesi possono spingersi a un tasso del 5% e in alcuni casi dello 0%. La palla passa adesso porprio ai singoli Stati, a cui toccherà adottare l'opportunità offerta dall'Europa. L'Italia è tra i candidati a questa scelta, essendo stata tra gli apripista in questa battaglia.

Il mercato degli ebook in Italia

Un abbassamento dell'Iva (e quindi dei prezzi) potrebbe sostenere un mercato che offre segnali contrastanti. Secondo gli ultimi dati dell'Aie (Associazione Italiana Editori), nel 2015 i lettori "digitali" italiani sono stati circa 5 milioni, in calo del 5,6%, con una flessione anche nella fascia più giovane della popolazione (tra i 15 e i 44 anni). Gli affezionati agli ebook rappresenterebbero l'8,2% dei lettori, mentre sono pochi quelli che fanno davvero a meno della carta (solo il 2%). D'altro canto, però, c'è anche una fetta promettente del 37% che rappresenta quegli utenti che vogliono avere la libertà di scegliere tra i due formati. Sono risultati poi in calo sia i download, con 500mila in meno tra il 2013 e il 2015, e il prezzo medio (-1,6%), anche se aumenta leggermente quello dei titoli venduti (+2,9%). Un progresso che però deve confrontarsi, sottolinea l'Aie, con un livello di partenza basso. A crescere invece nettamemente è il numero dei titoli pubblicati in formato digitale: +21%, dai 51.692 del 2014 al 62.544 del 2015, per un mercato complessivo da 51 milioni di euro.

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