Svezia, il museo dedicato ai fallimenti

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Cosa hanno in comune l’Acqua di Colonia marchiata Harley Davidson, un dispositivo portatile che serve solo per twittare e una penna Bic per donne? Facile: tutti sono stati degli insuccessi

Il successo è sempre uguale. Sono i fallimenti a essere unici. E perciò interessanti. A pensarla così è Samuel West, psicologo dsvedese elle organizzazioni, che da anni si dedica allo studio dei flop. Il prossimo giugno, a Helsingborg in Svezia, aprirà il Museo dei Fallimenti.

Sfatare un mito

Per West è proprio questo il bello. Tutti sanno, dice, che “l’80, 90% dei prodotti di innovazione non funzionano ma non sappiamo mai nulla di loro”. E invece sfatare il mito del successo sempre e comunque e osservare quello che è andato storto può essere un’attività terapeutica e pure edificante visto che ci permette di fare meglio. Se non altro perché, come afferma lo stesso West, “è saggio imparare dai propri errori, ma ancora più saggio imparare da quelli degli altri”.

Galleria degli orrori

Nella galleria dei flop messa insieme da West c’è di tutto. Per esempio, un dispositivo concepito nel 2009 la cui unica funzione era quella di twittare. Il problema, sottolinea il curatore del museo, è che non lo faceva neanche bene visto che sul piccolo schermo non si riuscivano a visualizzare neppure tutti i 140 caratteri.

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