Poker, il software batte l'uomo: nuova sconfitta nel Texas Hold'em

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DeepStack, programma sviluppato fra Canada e Repubblica Ceca, ha sconfitto 10 giocatori professionisti su 11 nel corso di ben 3000 partite

 

Ancora una vittoria dell'intelligenza artificiale sull'uomo. Dopo il backgammon, la dama, gli scacchi, l'othello, lo scarabeo, il jeopardy, il go e il poker tradizionale, questa volta è stato il turno del Texas Hold'em, la variante più complessa del poker che prevede migliaia di possibili strategie di gioco. Non è la prima volta che accade, ma stavolta in modo diverso rispetto ai casi precedenti.

La vittoria di DeepStack – Il risultato dell'esclusiva partita, pubblicato dalla rivista specialistica Science, si deve a un team di ricercatori che hanno messo a punto fra Canada e Repubblica Ceca un programma chiamato DeepStack. È questo il nome dell'AI (Artificial intelligence) che ha sconfitto 10 giocatori professionisti su 11 dopo ben 3000 partite. Alla base del successo c'è stata la capacità del programma di ragionare e usare le proprie intuizioni per rimodulare la strategia di gioco nel corso di ogni singola mano al tavolo. La novità rispetto ai classici giochi come gli scacchi o il Go, in cui si hanno a disposizione tutte le informazioni, sta proprio nella natura aleatoria del poker. Le informazioni “imperfette” e le diverse prospettive di gioco dell'Hold'em obbligano il giocatore a cambiare spesso prospettiva e tattica durante le partite. Capacità, queste, che normalmente vengono affinate dopo anni di pratica e allenamento sul tavolo verde. A DeepStack sono invece bastate le informazioni caricate dai suoi inventori per riuscire a “pensare” autonomamente a ogni possibile variazione di tattica. Durante i match, l'intelligenza artificiale ha ricalcolato le strategie e limitato il numero di mosse possibili per sconfiggere gli avversari. Una tecnica di risoluzione continua dei problemi, insomma, che secondo gli inventori dell'AI potrebbe essere impiegata nel mondo reale per risolvere problemi legati ad asimmetrie di informazioni come la protezione di risorse strategiche o la produzione di raccomandazioni mediche importanti.

Non è la prima volta che l'uomo perde a poker - A fine gennaio Libratus, sviluppato dall'università Carnegie Mellon, è riuscito a battere quattro dei migliori giocatori professionisti di poker in una maratona di 20 giorni a Pittsburgh, ma in modo diverso. Alla fine di ogni giornata di gioco, un algoritmo analizzava la strategia usata da Libratus, individuando le lacune e riparando le principali tre ogni notte. In questo modo era possibile aggiornare la strategia per ogni mano e nel corso della competizione il gioco diventava più aggressivo.

 

Le sconfitte eccellenti – La prima vittoria della macchina sull'uomo risale al 1979 quando il campione del mondo di Backgammon, il nostro italiano Luigi villa, fu sconfitto con un punteggio di 7 a 1 da un programma chiamato BKG 9.8. Nel 1995 fu il turno di uno nei più classici giochi da tavolo: la dama. Don Lafferty perse contro il programma Chinook in un incontro al meglio delle 32 partite che terminò con una vittoria e 31 pareggi. Due anni dopo toccò agli scacchi con il più famoso incontro tra uomo e macchina mai tenutosi nella storia. Deep Blue, programma scacchistico di IBM, sconfisse il campione del mondo, il russo Gary Karsparov, in un match di rivincita di una partita disputata l'anno precedente. Nel 1997 il campione del mondo di Othello, il 32enne, Takeshi Murakami, fu sonoramente sconfitto da un software chiamato Logistello e sviluppato dall'americano Michael Buro. Si dovettero aspettare altri nove anni per assistere alla quinta sconfitta dell'uomo da parte dell'intelligenza artificiale: nel 2006, il programma informatico Quackle si impose niente meno che sull'ex campione del mondo di Scarabeo, David Boys, nel corso di un torneo a Toronto. Nel 2011 capitola Jeopardy, il gioco di cultura generale più famoso degli Stati Uniti. Watson, il cpu cognitivo dell'IBM, sconfisse Brad Rutter e Ken Jennings: due dei più grandi campioni della storia del gioco. Nel 2016 AlphaGo, il software sviluppato da Google, sfata il mito dell'invincibilità umana a Go e batte per 4 a 1 quello che fino ad allora era considerato il più forte giocatore al mondo della disciplina, il coreano Lee Sedol.  

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