Class action contro Samsung per memoria "bugiarda" degli smartphone

Per Altroconsumo Samsung Italia avrebbe dichiarato valori tecnici diversi da quelli effettivi (Getty Images)
1' di lettura

A Milano i giudici hanno accolto l’azione collettiva presentata da Altroconsumo contro la compagnia coreana, che avrebbe dichiarato valori di memoria di smartphone e tablet non corrispondenti al vero

Il Tribunale di Milano ha accolto con un’ordinanza la class action nata su iniziativa di Altroconsumo contro Samsung Italia. L’associazione dei consumatori, infatti, ha denunciato che i valori di memoria dichiarati dall'azienda sui propri smartphone e tablet non corrisponderebbero a quelli reali. Per Altroconsumo quella portata avanti dalla compagnia coreana sarebbe una "pratica commerciale ingannevole", che ha indotto i suoi clienti ad acquistare dispositivi "che non possedevano le caratteristiche tecniche indicate".

 

La nascita della class action – Già negli scorsi anni, Altroconsumo aveva già denunciato pubblicamente che le caratteristiche tecniche di alcuni dispositivi Samsung erano diverse da quelle dichiarate. Ma la citazione ufficiale in tribunale è arrivata solo a marzo del 2016. Oggetto della class action il periodo che va dall’agosto del 2009 a dicembre 2014; secondo l’associazione dei consumatori, tutti i clienti che hanno acquistato uno smartphone o un tablet in quell'arco di tempo potrebbero richiedere un rimborso per la pratica commerciale ingannevole.

 

I modelli incriminati – Secondo Altroconsumo, i clienti che acquistavano uno smartphone o un tablet si sarebbero ritrovati, al primo avvio del dispositivo, un valore di memoria fino al 40% inferiore rispetto a quanto dichiarato. Il che significava anche impossibilità di scaricare applicazioni, foto o video che aavrebbero eccessivamente il dispositivo compromettendo l’aggiornamento del sistema operativo. Fino ad ora la class action ha raccolto settemila manifestazioni di interesse. L’associazione prevede di presentare le adesioni entro metà luglio in vista del mese di settembre, quando si terrà l’udienza che darà il via alla fase di merito. La pratica di alterare nelle dichiarazioni i valori tecnici reali dei dispositivi era già finita nel mirino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che aveva sanzionato, nel 2014, Samsung con una multa di un milione di euro.

 

“Una decisione storica” – Per il direttore delle relazioni esterni di Altroconsumo, Marco Pierani, quella del Tribunale di Milano è una decisione “storica, perché legata ad un’azione collettiva di risarcimento che nasce in Italia e i cui effetti ricadranno ovunque, investendo un colosso della telefonia e dell’elettronica presente sul mercato internazionale”. Altroconsumo, però, vorrebbe provare ad andare anche oltre la singola iniziativa. “Imprese, operatori economici e consumatori – continua Pierani in una nota ufficiale sul sito istituzionale – non devono agire su fronti opposti: ‘l’empowerment’ del consumatore può solo giovare ad un mercato in piena evoluzione di sistema”.

Leggi tutto