Samsung, ecco perché esplodevano le batterie del Note 7

Alcuni Samsung Galaxy Note 7 ritirati (Getty Images)
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Ritmo di produzione e dimensioni della batteria. Secondo il Wall Street Journal, sarebbero queste la cause del surriscaldamento che ha costretto il gruppo coreano a ritirare lo smartphone 

Dopo mesi di incertezza e a poche settimane dal lancio del Galaxy S8, Samsung è pronta a svelare i motivi che hanno costretto il gruppo sudcoreano a ritirare dal mercato il Note 7. L'ufficialità arriverà in una conferenza stampa lunedì prossimo, ma il Wall Street Journal ha anticipato il contenuto del report. Il surriscaldamento, scrive la testata, sarebbe stato generato da “batteria di dimensioni irregolari” e “problemi di produzione”. La testata quantifica l'impatto finanziario in 5 miliardi di dollari.

 

Dimensioni e ritmo di produzione – Dopo il lancio dello scorso agosto, il Galaxy Note 7 aveva evidenziato un difetto: le batterie tendevano a surriscaldarsi e incendiarsi. La società ha prima optato per la sostituzione dei dispositivi, imputando il problema alla Amperex Technology, l'unico fornitore esterno di batterie (l'altra è la controllata Samsung SDI). Di fronte a nuovi casi, però, il gruppo aveva preferito ritirare il prodotto.

L'indagine del gruppo confermerebbe il coinvolgimento di entrambi i fornitori. Il problema delle dimensioni della batteria sarebbe legato a Samsung SDI; quello riconducibile ad Amperex deriverebbe invece “dall'accelerazione della produzione”. Un'accelerazione che sarebbe dovuta proprio all'esigenza di sostituire gli smartphone difettosi. Il report è stata redatto da un team dedicato di ingegneri e ha visto il coinvolgimento diretto di alcuni dirigenti e la collaborazione di tre società esterne: le americane UL LLC ed Exponent e la tedesca TUV Rheinland.

 

Le conseguenze –  I dispositivi già venduti e richiamati sono stati 2,5 milioni. Il ritiro dal mercato era arrivato il 10 ottobre, dopo che alcune compagnie aeree ne avevano vietato l'uso in volo.

Dal punto di vista finanziario, la sostituzione (gratuita) si è tradotta in una spesa imprevista. Cui si aggiunge l'impatto dovuto alle mancate vendite: il ritiro ha infatti privato Samsung del suo smartphone di alta gamma durante il periodo natalizio, da sempre il più remunerativo.

A cascata, l'inciampo del Note 7 ha condizionato anche lo sviluppo del Galaxy S8. Samsung ha preferito la cautela: il lancio dello smartphone, solitamente previsto durante il Mobile world congress che si tiene alla fine di febbraio, è stato rimandato ad aprile.    

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