La crisi dell'iPhone pesa sui fornitori: fatturato in calo per Foxconn

Una delle sedi di Foxconn in Cina (Getty Images)
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La società asiatica, principale fornitore di Apple, registra la sua prima flessione delle vendite dal 1991. Per reagire una delle strategie è diversificare il business

La crisi degli iPhone va a colpire anche i fornitori di Apple. Hon Hai Precision Industry, più conosciuta come Foxconn, ha registrato il primo calo del fatturato annuale da quando si è quotata in borsa, nel 1991. Nel 2016, la società asiatica ha infatti incassato 4.356 trilioni di dollari taiwanesi (136,4 miliardi di dollari): la flessione rispetto all'anno precedente è pari al 2,81%. Le prospettive, però, sembrano prevedere un 2017 migliore del periodo appena concluso.

 

La dipendenza da iPhone - Foxconn conferma di essere legata in modo significativo alle sorti del suo principale cliente: la fornitura di Apple pesa per circa la metà del fatturato complessivo. Ecco perché il primo calo registrato nell'ultimo quarto di secolo coincide con la prima flessione del fatturato della Mela dal 2001: la domanda cinese fiacca ha pesato sulle vendite degli iPhone, passate da 236 milioni a 207 millioni di unità.

 

Anche segnali di ripresa - Tuttavia, i numeri registrati nelle ultime settimane e le prospettive future fanno ben sperare Foxconn. Il fatturato di dicembre, mese decisivo perché include le festività natalizie, è cresciuto del 9,76% rispetto al 2015. Merito della performance degli iPhone 7 Plus, migliore delle attese. Una buona notizia, mitigata dal successo ancor più netto del principale concorrente di Hon Hai: a dicembre Pegatron, altra società cinese fornitrice di Apple (in buona parte per l'iPhone 7), è cresciuta del 27,43%. Insomma: Foxconn non può permettersi di rallentare, anche perché i competitor corrono.

 

Nokia e Sharp per slegarsi da Apple - Le previsioni per il 2017 tendono comunque al sereno. Secondo Vincent Chen, analista di Yuanta Investment Consulting intervistato da Nikkei, le vendite di iPhone potrebbero risalire a 221 milioni nei prossimi 12 mesi. Merito del previsto lancio del prossimo esemplare della gamma, l'iPhone 8. Il mercato saturo non consente di arrampicarsi fino a livelli record, ma si tratterebbe comunque di un recupero sostanzioso. Foxconn resta quindi legata (come lo è Apple) alle sorti di un solo smartphone. Ecco perché la società sta cercando da tempo di differenziare il proprio business, andando oltre la componentistica. Una strategia che ha subito un'accelerazione nel 2016: a maggio, il gruppo ha acquisito, tramite la sua sussidiaria finlandese Hmd, il marchio Nokia. E ad agosto ha sborsato 3,8 miliardi per il controllo di Sharp, un brand prestigioso ma in declino, che Foxconn spera di rivitalizzare per accedere a un nuovo mercato.

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