Bitcoin, inizio d'anno col botto: quotazione oltre i mille dollari

Il bitcoin ha superato quota mille dollari il 1° gennaio 2017 (Getty Images)
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Non succedeva dal 2013 che la moneta digitale avesse un valore così alto. Per gli analisti la risalita sarebbe dovuta al contributo della Cina, dove viene utilizzata in oltre il 20% delle operazioni di cambio

Il bitcoin non valeva così tanto dal 2013. La moneta digitale ha iniziato il nuovo anno al meglio sfondando il tetto dei mille dollari il primo giorno del 2017 durante la sessione di contrattazione. Lo si apprende guardando i dati resi noti dalle piattaforme sulle quali questa valuta viene utilizzata. A trainare l’ascesa del bitcoin, secondo gli analisti, sarebbe stata la Cina dove questa moneta viene utilizzata in più del 20% delle operazioni di cambio. Nata nel 2009, ha avuto un periodo di espansione fino al 2014, anno in cui la società che gestiva il 20% di tutte le transazioni scomparve dal web per bancarotta. Ora, dopo aver toccato quota 900 dollari lo scorso 23 dicembre, sembrano tornati i fasti del primo quinquennio di vita. Ma vediamo la situazione nel dettaglio

 

La Cina traina l’ascesa del bitcoin – Il sorpasso delle transazioni bitcoin-yuan su quelle bitcoin-dollaro -  come riporta la rivista “Quartz” - è avvenuto alla fine del 2013 e da allora Pechino non ha più ceduto il passo. Nello stesso anno, il più grande motore di ricerca cinese, Baidu, ha iniziato ad accettare bitcoin per il pagamento di alcuni dei suoi servizi. Ad oggi oltre il 20% delle operazioni di cambio in Cina avviene con la moneta digitale. Il Governo di Pechino si è mosso di conseguenza annunciando nuove regole per le transazioni a partire dal prossimo luglio. Tutte le operazioni che supereranno i 7200 dollari dovranno obbligatoriamente essere tracciate. In questo momento il valore del bitcoin si aggira intorno ai 1020 dollari, quasi 984 euro. Il record del 2013, circa 1163 dollari, non è stato eguagliato, ma il valore globale della moneta in circolazione ha toccato i 16 miliardi di dollari. In più, a differenza del 2013, questa volta l’ascesa del bitcoin - scrive sempre “Quartz” - potrebbe non essere una bolla destinata a esplodere.

 

Una moneta digitale – Il bitcoin è una valuta che non ha un corrispettivo fisico, ma è fatto di bit, è digitale. Non è regolato da una banca centrale, ma viene generato da una rete globale di computer che aggiungono nuova valuta al sistema. Funziona con il meccanismo del “peer-to-peer”, ovvero un sistema in cui i nodi della rete si equivalgono e possono condividere le proprie risorse. Per questo, ogni volta che avviene una transazione, viene condivisa da tutti gli utenti e registrata in un database. La riservatezza degli utenti e la sicurezza di depositi e transazioni è affidata a degli algoritmi crittografici. Ogni utente può generare un bitcoin per sé stesso tramite un’operazione chiamata “mining”, estrazione, anche se la possibilità di generare valuta non è illimitata.

 

La bancarotta del 2014 – Nel febbraio del 2014 la “Mt.Gox”, la società con sede a Tokyo, il cui sito gestiva oltre il 20% di tutte le transazioni con valuta digitale, scomparve dal web per bancarotta. Era stato denunciato un attacco hacker a causa del quale sparì il 7% di tutti i bitcoin esistenti. In seguito Mark Karpeles, numero uno della piattaforma, è stato accusato dalle autorità giapponesi di aver manipolato i conti. Questo episodio ha di fatto danneggiato la reputazione del bitcoin che ora, però, sembra essere tornata al periodo di massima espansione precedente alla bancarotta.

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