Anche Apple entra nella "corsa" dell'intelligenza artificiale

I ricercatori di Apple stanno lavorando sulle capacità di riconoscimento delle immagini (Getty Images)
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Un team di ricercatori della società di Cupertino ha pubblicato il primo studio sull’AI. La ricerca segna una nuova strategia dell’azienda per attirare i talenti migliori e recuperare il terreno perduto sui principali competitor

Una tecnica per migliorare "l’addestramento" di un algoritmo a riconoscere le immagini. È questo l’oggetto di uno studio pubblicato da un team di ricercatori di Apple, guidati Ashish Shrivastava, che segna l’entrata ufficiale della azienda di Cupertino nel campo della ricerca scientifica allo scopo di implementare l’intelligenza artificiale (AI).

Fino ad ora, infatti, la società fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne si era tenuta fuori dalla competizione, che al momento vede in testa Google e Microsoft.

 

 

Talent scout - La pubblicazione dello studio rappresenta per Apple un cambiamento significativo. L’azienda, fin dalla sua nascita, è stata votata alla riservatezza e ha scelto di focalizzare la ricerca esclusivamente sullo sviluppo del prodotto.Per questo, Cupertino negli anni passati non è sempre riuscita ad attrarre i ricercatori migliori, in quanto non garantiva la possibilità di pubblicare articoli sulle riviste scientifiche e di contribuire al progresso nel campo dell’intelligenza artificiale. 

 

Riconoscimento delle immagini - Lo studio, pubblicato sulla rivista della Cornell University, si concentra su un nuovo approccio nel riconoscimento delle immagini. A tal proposito Apple ha già lanciato all’interno dell’applicazione Foto di iOS 10, un programma basato su algoritmi avanzati che permette di catalogare gli scatti a seconda dei soggetti ritratti. Scopo dello studio è migliorare "l’addestramento" di questi algoritmi.

 

I competitor - Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale Apple è costretta a rincorrere. Nella Silicon Valley, infatti, sono già tanti i colossi che si sono mossi in questa direzione. Google addirittura, per bocca del suo Ceo, Sundar Pichai, ha annunciato che nel 2017 sarà un’azienda "AI first" e che punterà in maniera decisa sullo sviluppo dell’apprendimento automatico. Non a caso DeepMind, la punta di diamante di Mountain View, ultimamente ha raggiunto il traguardo storico di "imparare a ricordare". Sulla scia di Google si attesta Microsoft, con Cortana che punta a un sistema di riconoscimento vocale quasi "umano", seguita da Ibm con Watson, Amazon con Alexa, e recentemente anche da Facebook con Jarvis, anche se quest'ultimo progetto va considerato per ora più una sfida personale di Zuckerberg che non del social network.

 

Strategia - Per recuperare il campo perduto Apple, oltre ad aprirsi alla ricerca, ha intrapreso una campagna di acquisizioni strategiche. Ad agosto 2016, ad esempio, ha comprato per 200 milioni di dollari Turi, una startup di Seattle specializzata in soluzioni di apprendimento automatico e tecnologie di intelligenza artificiale. E a settembre è stata la volta di un’azienda specializzata nell’analisi dei big data per l’AI, la Tuplejump di Hyderabad, in India. 

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