Apple e Irlanda, ecco il ricorso contro la multa Ue da 13 miliardi

Apple è accusata di aver goduto di aliquote di favore in Irlanda (Getty Images)
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Cupertino ha dato seguito all'intenzione di ricorrere contro la multa da 13 miliardi di euro inflitta da Bruxelles. Il governo irlandese, nel frattempo, ha diffuso le argomentazioni che porterà in aula nel suo appello contro la decisione della Commissione Ue

Apple ha presentato il suo ricorso contro la multa da 13 miliardi di euro inflitta dalla Commissione europea lo scorso 30 agosto, lo scrive il sito della Bbc. Cupertino, come avevano dichiarato all'agenzia Reuters il Cfo Luca Maestri e il Consigliere generale Bruce Sewell procede appellandosi alla seconda corte più alta dell'Unione Europea. Anche l'Irlanda, che aveva già manifestato la sua volontà di ricorrere contro la decisione comunitaria, ha rilasciato un comunicato nel quale si elencano le ragioni che Dublino difenderà in aula. Bruxelles non avrebbe rispettato la sovranità nazionale in tema di imposizione fiscale diretta: Dublino, si legge, "non fa patti con i contribuenti".  

 

La difesa di Apple – La Commissione europea "ha frainteso come operano le corporations", ha dichiarato a Reuters Sewell, mettendo in evidenza come l'Ue abbia messo nel mirino le sussidiarie registrate in Irlanda, Apple Sales International e Apple Operations Europe, anche se queste ultime non sarebbero basate nel Paese per ragioni fiscali. Apple, insomma, è stata oggetto di questa multa esemplare perché, grazie alla sua reputazione, "avrebbe generato un mucchio di titoli di giornale", ha rincarato il Consigliere generale di Cupertino. Inoltre Apple argomenterà in aula come, a suo dire, Bruxelles avrebbe agito senza considerare il parere di autorevoli esperti fiscali coinvolti dalle autorità irlandesi. L'interpretazione di un autorevole fiscalista irlandese non è stata né attaccata né citata nella decisione della Commissione, "né forse è mai stata letta", ha affermato Sewell. La commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, "argomenta sulla base del fatto che noi dovremmo pagare in Irlanda tutti i profitti che generiamo fuori dagli Stati Uniti - ha aggiunto il Cfo Luca Maestri - e questa è una teoria assurda".

 

Irlanda all'attacco – Il governo irlandese, da parte sua, aveva immediatamente comunicato il proprio disappunto nei confronti della decisione europea. Nel comunicato rilasciato lunedì mattina Dublino ha diffuso le principali linee interpretative che il Paese porterà in aula per il caso Apple. Secondo l'Irlanda, la Commissione starebbe "cercando di riscrivere le regole nazionali sulle tasse applicate alle aziende". Oltre a contestare una generale "carenza di ragioni" alla base della decisione europea, Dublino ritiene che la disciplina sugli aiuti di stato, volta a rimuovere i vantaggi selettivi offerti dallo stato a determinati soggetti, non possa "porre rimedio, per sua natura, agli squilibri tra sistemi fiscali su scala globale". Secondo la Commissione europea Apple avrebbe goduto di aliquote fiscali fino allo 0,005% sottraendo al fisco irlandese 13 miliardi di euro.

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