Google: nasce Waymo, per sviluppare l'auto a guida autonoma

Un'auto driverless di Google (Getty Images)
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L'azienda di Mountain View scorpora la divisione dei veicoli autonomi creando una nuova società, che sarà controllata da Alphabet e guidata dall'amministratore delegato John Krafcik, ex manager Hyundai che dal 2015 era alla guida del progetto Google X

Le auto a guida autonoma di Google adesso hanno una nuova casa. Si chiama Waymo ed è la neonata società controllata da Alphabet (la holding cui fa capo Big G). Si traduce quindi in un nome l'indiscrezione circolata nei giorni scorsi, secondo la quale Mountain View avrebbe creato un nuovo marchio per dare maggior peso a un business che, fino ad ora, aveva vissuto in Google X, il laboratorio sperimentale del gruppo. Altra conferma: il ceo di Waymo è John Krafcik, ex manager Hyundai che dal 2015 era alla guida del progetto Google nel campo automobilistico.

 

Che cosa farà Waymo - “Dopo otto anni di lavoro, facciamo un grande passo avanti”, scrive Krafcik in un post. “Siamo convinti che la tecnologia ridisegnerà i trasporti, in modo più efficiente, sicuro e accessibile”. Nel lungo termine “la guida autonoma sarà utile in modi che il mondo neppure immagina, creando nuovi prodotti, servizi e professioni”. La prossima tappa sarà “permettere alle persone di utilizzare i nostri veicoli per fare le cose di tutti i giorni, andare al lavoro o tornare a casa senza rischi alla fine di una serata”. Secondo Bloomberg, Waymo sarebbe pronta a varare entro il 2017 un servizio di ride-sharing con Fca. Rendendo così operativo il legame siglato con Fiat Chrysler lo scorso maggio.

 

Dal digitale alle automobili – Waymo continua lo sviluppo dell'auto senza volante e pedali. Ma guarda alla più immediata applicazione della tecnologia in veicoli a guida assistita con carrozzeria e controlli tradizionali. In sostanza, Mountain View gioca d'anticipo in un settore sempre più affollato. La guida autonoma, come dimostra il legame con Fca, attira infatti aziende da due settori differenti: tech e automotive. Sul fronte tecnologico, Apple ha confermato i suoi investimenti (a lungo tenuti segreti). Uber ha affermato che “il futuro è nelle auto driverless” e avviato i test su strada. Blackberry ha rinunciato agli smartphone ma non al progetto di mettersi al volante. Samsung, infine, ha speso 8 miliardi di dollari per acquisire Harman, società specializzata nello sviluppo di software per auto.

 

Dalle automobili al digitale – Sull'altro versante, quello delle case automobilistiche, tutti i grandi produttori si stanno muovendo. La lista è lunga. Tra le più attive c'è la Bmw che ha già una divisione dedicata ai veicoli autonomi, ha ampliato la dotazione del proprio venture capital per trovare startup del settore e si è alleata con Intel. GM, invece, ha stretto un accordo con Lyft, il principale antagonista americano di Uber. Anche Honda e PSA sono già passati ai test su strada. Hyundai collabora con Samsung e ha battezzato una nuova divisione per l'auto connessa. Jaguar testerà 100 veicoli autonomi da qui al 2020. Nello stesso anno, Nissan dovrebbe far esordire la propria creatura mentre nel 2021, dovrebbe toccare a Toyota. Mercedes ha già un suo prototipo, la F015. Volkswagen prevede un “auto senza volante e pedali entro il 2025”. Senza dimenticare Tesla, che monta già l'hardware per trasformare le vettura in un veicolo autonomo (anche se non è attivo perché non ancora legale).  

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