Nel 2018 arriva la batteria al rabarbaro made in Italy

Una coltivazione di rabarbaro (Getty Images)
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Il prodotto, presentato a Milano dalla startup italiana Green energy storage, permette di immagazzinare energia da fonti rinnovabili vegetali. La sperimentazione inizierà con Sorgenia

La ricerca di fonti energetiche alternative compie un nuovo passo sfruttando un vegetale che comunemente non viene ricollegato a questo settore. Nel 2018 arriveranno infatti sul mercato le prime batterie "al rabarbaro", pianta erbacea di origine orientale, ossia degli accumulatori che sfrutteranno una molecola prodotta dalla specialità botanica durante la fotosintesi, chiamata chinone, che è biocompatibile e a basso costo. Lo strumento è stato presentato il 12 dicembre a Milano da Green energy storage, startup italiana specializzata in soluzioni tecnologiche per l'efficienza energetica.

 

L'innovazione - L'azienda opera sulla base di un brevetto registrato dall'Università di Harvard e annovera al suo interno docenti e collaboratori dell'Università di Tor Vergata e della Fondazione Bruno Kessler. "Questo brevetto - ha spiegato Salvatore Pinto, presidente di Green energy storage - rappresentava una sfida interessante e complessa. La sua tecnologia innovativa era proposta sotto la forma di un prototipo della potenza di 1 Watt, ancora da ingegnerizzare e testare sul campo. In un solo anno siamo riusciti a creare non un unico prodotto ma una famiglia di batterie che parte da una capacità di 3kW per arrivare a 10kW e oltre". Secondo le indicazioni dell'azienda la batteria è adatta ad essere utilizzata in abitazioni, edifici commerciali e imprese.

 

Il progetto - Il prodotto presentato a Milano rappresenta solo una base di partenza su cui effettuare modifiche e perfezionamenti prima della vera e propria produzione e immissione sul mercato. I test e la raccolta dati per poter sviluppare al meglio la soluzione attuale saranno realizzati con Sorgenia, uno dei principali operatori energetici italiani. Per sostenere il progetto l'Unione Europea e la Provincia autonoma di Trento hanno inoltre investito rispettivamente 2 e 3 milioni di euro.

 

Un mercato in forte espansione - Queste batterie si inseriscono in un contesto, quello della produzione energetica da fonti rinnovabili, destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni. Secondo diverse stime del settore, nel 2015 la capacità produttiva di questi strumenti sostenibili ha raggiunto una quota record di 660 GW e l'International energy agency stima che entro il 2021 il 28% dell'energia elettrica globale verrà prodotta principalmente dal fotovoltaico e dagli impianti eolici onshore.

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