Auto e intelligenza artificiale, Uber compra start-up

Già da alcune settimane, oltre al noleggio con conducente, Uber ha aperto un nuovo fronte: lo sviluppo di auto a guida autonoma (Getty Images)
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L’azienda americana ha acquistato l’innovativa Geometric intelligence per sviluppare la tecnologia delle sue automobili a guida autonoma. Ad agosto era stata già acquisita la Otto

Uber ha deciso di puntare sulle automobili a guida autonoma e lancia la sfida sul campo dell’intelligenza artificiale ai colossi della Silicon Valley come Google e Tesla. L’azienda, infatti, ha acquistato la startup Geometric intelligence (Gi) specializzata proprio in questo campo e nota per il suo approccio innovativo.  

 

Il nuovo laboratorio – La dirigenza di Uber, che con i suoi servizi a basso costo in pochi anni ha messo in difficoltà i taxi di mezzo mondo, ha deciso di investire decisamente su questa startup. Il co-fondatore di Geometric intelligence, Gary Marcus, e Zoubin Ghahramani, uomo di spicco dell’azienda, sono stati nominati tra i direttori della nuova divisione di Uber che si occuperà di sviluppare l’intelligenza artificiale applicata alla guida delle automobili, denominata Uber Ai labs. Al suo interno sono stati integrati tutti e 15 gli esperti della "Gi" che inizieranno a lavorare con un team composto anche da un’altra startup di successo, la Otto. Entrata “in famiglia” nell’agosto 2016 per 680 milioni di dollari, la "creatura" di Lion Ron e Anthony Levandowski ha permesso a Uber di mettere su strada a Pittsburgh, negli Stati Uniti, cento auto a guida autonoma in via sperimentale. Agli uomini Geometric sarà chiesto di portare in azienda il loro approccio innovativo fondato su una ricerca multidisciplinare che invece di scaricare tonnellate di dati punta ad "instillare" nei computer una modalità di ragionamento "simil-umana".

 

Intelligenza artificiale alla guida – Questo tipo di tecnologia è considerata da molti giganti della Silicon Valley lo strumento necessario per sviluppare non solo automobili in grado di guidarsi da sole ma anche, ad esempio, assistenti virtuali capaci di risolvere problemi complessi e traduttori abili nel decifrare un testo istantaneamente. Per quanto riguarda il trasporto su quattro ruote Uber cerca di affermarsi in un mercato dove Google, Tesla, Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, Ibm e Intel sono già entrate con investimenti ingenti o hanno ventilato l’intenzione di farlo. Al momento, l’ostacolo più grande che queste grandi aziende devono superare è assicurare la massima sicurezza ai passeggeri: un pilota, anche se automatico, deve essere sempre in grado di prendere la decisione corretta, soprattutto in un ambiente imprevedibile come può essere la strada. Per questo serve l'intelligenza artificiale.

 

La strada è quella giusta – Per sviluppare un’automobile a guida autonoma affidabile i ricercatori potranno avvalersi dell’archivio aziendale. Avranno a disposizione infatti tutti i dati accumulati in milioni di corse quotidiane delle auto Uber. "Ci vorranno anni prima che si arrivi alle automobili che si guidano da sole - ha ammesso in un’intervista al "New York Times" Jeff Holden, dirigente a capo dei nuovi prodotti Uber - ma la strada per arrivarci è quella dell'intelligenza artificiale".

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