L'intelligenza artificiale può comporre opere di musica classica

La musica "reale" appare molto più dettagliata della partitura così come la conosciamo oggi (Getty Images)
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MusicNet, un software elaborato dai ricercatori della Washington University di Seattle, è in grado di estrapolare le peculiarità dei grandi compositori dai loro capolavori. E di utilizzarle anche in modo "creativo" per scrivere nuovi spartiti o completare le opere rimaste incompiute

Una ricerca della Washington University di Seattle, pubblicata su arXiv, ha analizzato le componenti stilistiche dei grandi compositori del passato. Con i dati ottenuti, grazie all'intelligenza artificiale, i ricercatori sono riusciti ad analizzare i segreti dei loro capolavori. E a realizzare un programma in grado di migliorare l'esecuzione delle opere, trovare quelle simili e perfino formulare delle ipotesi per portare a termine gli spartiti rimasti incompiuti.

 

Al di là delle tag - Il programma si chiama MusicNet: una delle caratteristiche chiave di questo software è quella di assimilare dalle performance reali una mole di informazioni molto più articolata sulla struttura della musica rispetto a quella contenuta sullo spartito. In questo modo il programma, una volta acquisite le architetture costanti dello stile di un compositore, potrebbe, ad esempio, suggerire all'utente brani analoghi basandosi sulla natura intrinseca della musica e non sulle semplici “tag” già utilizzate da app come Spotify per raggruppare gli artisti simili.

 

Bach to the future - “A un livello alto, siamo interessati a ciò che rende attraente la musica all'ascolto, come comprendere meglio la composizione, o l'essenza che fa suonare Bach proprio come Bach”, ha spiegato a "Uw Today" (il giornale dell'università) uno degli autori, Sham Kakade. MusicNet, inoltre, “permette anche applicazioni pratiche che costituiscono ancora una sfida, come la trascrizione automatica delle esecuzioni dal vivo”. Non solo. Il software, basandosi proprio sui modelli acquisiti dalla musica, è in grado di anticipare le note di una composizione. La banca dati contenuta in MusicNet è composta da 330 brani di musica classica dei quali sono stati annotati i tempi precisi di ogni singola nota per ciascuno strumento, e la sua posizione nella struttura metrica del brano (un esempio di trascrizione è visibile nel video in basso).

 


 

 

Spartito Vs. musica eseguita – Le versioni eseguite digitalmente dagli spartiti musicali sono certo una novità, ma quello che MusicNet mette a nudo è che le esecuzioni reali non sono esattamente allineate a quelle suonate in maniera digitale. In altre parole, il grado di definizione di uno spartito non cattura appieno l'essenza della musica “vera”. Il sistema di tracciamento utilizzato dal software, chiamato Time warping, permette di allineare contenuti simili anche se vengono eseguiti a diverse velocità. Consentendo, così, di paragonare con precisione una partitura con la relativa performance. Grazie a questo sistema si può creare, infine, una “nuova partitura” assai più dettagliata di quella originaria, dalla quale i computer possono estrapolare gli algoritmi dalla musica con più facilità. Con la possibilità di usarli anche in modi nuovi. Tanto è vero che, come si legge sul sito dedicato a MusicNet, l'uso “creativo” di queste nuove possibilità è apertamente incoraggiato.

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