Uber: app o società di trasporti? In arrivo la sentenza della Corte Ue

L'arrivo di Uber ha suscitato le ire dei tassisti di tutta Europa (Getty Images)
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La Corte di giustizia dell'Unione Europea è chiamata nei prossimi mesi a una decisione cruciale, dopo le polemiche dei mesi scorsi. Una decisione che potrebbe avere un impatto su molte altre aziende della cosidetta "sharing economy"

La Corte di giustizia dell'Unione Europea sarà presto chiamata a decidere se considerare Uber come un'app oppure una società di trasporti, in una sentenza che oltre a forti conseguenze per l'attività della compagnia americana, potrebbe avere un impatto anche su altre aziende di "sharing economy". Ieri (martedì 29 novembre) in Lussemburgo Uber ha esposto in udienza le proprie ragioni, ribandendo i motivi per i quali si ritiene un'applicazione; la sentenza è attesa entro il 2017.

 

Se venisse indicata dalla Corte come una società di trasporti, Uber dovrà sottostare a regolamentazioni più stringenti delle attuali, con ripercussioni sui rapporti fra costi ed entrate e il rischio concreto di dover tagliare o rivedere alcuni servizi. La giustizia europea è stata coinvolta in seguito al ricorso presentato dall'associazione dei tassisti spagnola contro il servizio "UberPop", quello rivolto a autisti privi di licenza.

 

 

La disputa legale – Se la disputa legale è in corso, quello che appare certo sono le proteste e le polemiche che l'arrivo di Uber ha provocato.

Le proteste dei tassisti, che accusano Uber di concorrenza sleale, non hanno  risparmiato neanche l'Italia e sono legate ai vari servizi offerti da Uber. Accanto agli ordinari noleggi con autista, le cosiddette black car, l'azienda di San Francisco permette di ottenere un passaggio da parte di un altro soggetto (UberPop), il quale riceve da Uber una parte del denaro pagato per la corsa. È forte l'analogia col servizio taxi, con due fondamentali differenze: il guidatore può anche non disporre di una licenza apposita, e - inoltre - non lavora, almeno sulla carta, per una società di trasporti. Per questo Uber si reputa, piuttosto, titolare di un programma attraverso il quale gli utenti (uno che chiede un passaggio e un altro che lo offre a pagamento) possono interfacciarsi.

 

Il destino di UberPop – E sarebbe proprio UberPop ad essere colpito da un'eventuale decisione restrittiva da parte della Corte europea. In Italia UberPop è già stata sospesa nel giugno 2015 in seguito a una decisione del Tribunale di Milano. L'app è stata particolarmente attaccata a Barcellona: ed è proprio per dirimere la questione sollevata dall'associazione dei tassisti che la giustizia spagnola ha chiesto il parere dei giudici europei nel procedimento arrivato in aula martedì. Secondo l'associazione, Uber sta cercando di nascondere il fatto che “è chiaramente un'attività di trasporti”, eludendo la legge che in Spagna obbliga tali società a pagare 150mila euro per ottenere l'autorizzazione amministrativa necessaria.

Secondo quanto dichiarato a Bloomberg dall'avvocato Damien Geraldin dello studio legale di Bruxelles "EDGE Legal" gli altri prodotti Uber, come UberX e UberBlack, non sarebbero a rischio, a prescindere dalla decisione dei giudici della Corte Ue.

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