Google, un doodle per Louisa May Alcott, autrice di "Piccole donne"

La pagina di Google che ricorda "Piccole donne"
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Il motore di ricerca ha deciso di rendere omaggio all'attivista femminista, poetessa e scrittrice nata il 29 novembre del 1832

Google ha voluto ricordare il 184esimo anniversario della nascita di Louisa May Alcott, l'autrice statunitense di “Piccole Donne”. Un romanzo in parte autobiografico, che l'ha resa immortale ed è divenuto un classico della letteratura per ragazze, a cui si ispira il doodle scelto dal motore di ricerca per la giornata del 29 novembre. La scrittrice, che fu anche un'attivista femminista, lo ambientò rifacendosi probabilmente alla casa in cui viveva con la sua famiglia a Concord, nel Massachusetts.

Le protagoniste del romanzo - Indimenticabili i personaggi di Meg, Jo, Amy e Beth March nati dalla penna di Louisa May Alcott: le quattro ragazze al centro di “Piccole donne”, romanzo del 1868 che ha avuto anche delle rivisitazioni cinematografiche, sono liberamente ispirate all'infanzia dell'autrice con le sorelle. Così come la seconda parte, “Piccole donne crescono”, del 1869, racconta la loro storia nell'età adulta e dopo il matrimonio. Una saga proseguita con altri due romanzi di minor successo e terminata nel 1886.

Seconda di quattro sorelle - Jo March, protagonista del libro, rispecchierebbe la vita e il modo di pensare di Louisa May Alcott. Con la differenza che la scrittrice non si sarebbe mai sposata: anche lei era però la seconda di quattro sorelle, nata a Germantown, in Pennsylvania, da Amos Bronson Alcott, insegnante, e Abby May, assistente sociale.

L'approccio alla scrittura - Nel 1834 la famiglia si spostò a Boston, prima del trasferimento in Massachusetts nel 1840. La situazione economica era precaria e ciò costrinse le ragazze a iniziare a lavorare molto giovani. Louisa trovò comunque il tempo per mettersi alla prova con la scrittura: il suo primo libro, “Le favole dei fiori”, contiene insegnamenti sulla natura. La Alcott si interessò anche ai diritti delle donne e delle persone di colore, diventando una femminista convinta.

La depressione e il tifo – Negli anni Cinquanta dell'Ottocento, l'autrice ebbe un periodo di depressione e meditò il suicidio. Lavorò come infermiera durante la Guerra Civile, tra il 1862 e il 1863, ma per meno di due mesi perché si ammalò di tifo e fu costretta a una lunga convalescenza. Qualche anno dopo iniziò a scrivere romanzi sotto lo pseudonimo A. M. Barnard. Morì all'età di 55 anni per un ictus, il 6 marzo del 1888 a Boston, ed è sepolta allo Sleepy Hollow Cemetery di Concord.

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