L’intelligenza artificiale per Google: giocare con parole e musica

Il ceo di Google Sundar Pichai mentre, lo scorso maggio, illustrava le potenzialità dell'intelligenza artificiale (Getty Images)
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"Ai experiments" è un progetto di Big G costruito per avvicinare utenti e sviluppatori a machine learning e reti neurali. Per comprenderne funzionamento e potenzialità

Ai experiments è un sito lanciato da Big G per “esplorare il machine learning giocando con immagini, linguaggio, musica e codici”. Un progetto aperto agli sviluppatori ma anche ai semplici curiosi per “rendere più facili” - così si legge nel sito - i primi passi nel mondo dell'intelligenza artificiale.

Reti neurali e machine learning sono tecnologie che avranno un impatto enorme nei prossimi anni e che hanno l'ambizione di sviluppare software in grado di "pensare" come (e meglio) della mente umana, anche grazie a un continuo processo di apprendimento. Innovazioni decisive e complesse. Secondo Google, un modo utile per avvicinare gli utenti è consentire loro di fare pratica.

 

Dal tutorial alla pratica – Su Ai experiments ci sono al momento otto temi (quattro dei quali già da ora interattivi), accompagnati da altrettanti video. Piccoli tutorial, caricati su YouTube, tenuti da sviluppatori ed esperti di machine learning. Il valore aggiunto del progetto, però, sta nella possibilità di interagire, mettendo alla prova i software per capire il loro funzionamento e le loro potenzialità.

 

 

 

Gli esperimenti visivi - Giorgio cam, ad esempio, funziona con uno smartphone: basta scattare una foto, a qualsiasi cosa: il software riconoscerà l'oggetto nella foto, ci scriverà intorno un testo e abbinerà anche una musica. Un brano in pochi secondi. Il gioco combina quindi la capacità visiva con quelle verbale e musicale. Con un piccolo pezzo di Italia, nel nome: è un omaggio al compositore Giorgio Moroder. Invece Quick, draw invita l'utente a disegnare, con le dita o con il mouse, una linea o una figura. La reti neurali non saranno solo in grado di riconoscere il disegno finito: ipotizzeranno, in tempo reale, l'oggetto che va formandosi.

 

Il riconoscimento è sonoro - Se il riconoscimento delle immagini è più intuitivo, The infinite drum machine pone l'accento sulla capacità di individuare i suoni. Il progetto può caricarne una quantità sterminata, ordinandoli in gruppi, in base alla loro somiglianza. Tamburi con tamburi, campanelli con campanelli e così via. Ne viene fuori una sorta di cloud sonora, che consentirà di comporre le proprie basi ritmiche in modo più semplice. Lo stesso schema è utilizzato per Bird sounds, un sistema che riconosce le sottili differenze nel canto degli uccelli, dando una forma grafica riconoscibile a variazioni quasi impercettibili all'orecchio.

 

Lo spirito partecipativo - Chi non si accontenta degli esperimenti e vuole sapere come funzionano, può scaricarne i codici e modificarli. Oppure può creare qualcosa di nuovo. Perché Ai experiments è un progetto partecipativo, al quale chiunque può contribuire.   

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