Facebook promette (di nuovo) di ripulire il News Feed dalle bufale

Facebook pronto a ritoccare il News Feed (Getty Images)
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Il successo di Donald Trump ha fatto piovere sul social network l'accusa di favorire la diffussione di informazioni false o non verificate. Il gruppo promette un cambio di rotta. Ma non è la prima volta

Donald Trump è diventato presidente anche grazie a Facebook? La domanda non avrà mai risposte certe. La questione però mette al centro un problema che torna spesso a proposito del social network: il News Feed, cioè lo spazio nel quale scorrono i post, favorisce popolarità e condivisione senza badare troppo alla correttezza dell'informazione. Un problema che, con o senza Trump, esiste. Lo ha ammesso più volte la stessa società. Adesso, dopo la vittoria repubblicana, Facebook è tornata a promettere un ritocco dell'algoritmo, per cercare di premiare le informazioni verificate.

 

Promesse vecchie e nuove - Adam Mosseri, il responsabile del News Feed, ha detto a TechCrunch che “si tratta di un problema che il gruppo ha molto a cuore. Usiamo già diversi sistemi, a partire dalle segnalazioni degli utenti, per individuare la cattiva informazione, in modo da ridurne la diffusione. Adesso faremo nuovi passi avanti per prevenire contenuti non veritieri. Sappiamo che c'è ancora molto da fare, ma siamo concentrati su questo obiettivo”.

Non è la prima promessa di questo tipo. Nato nel 2006, il News Feed è stato gia più volte ritoccato. Nel 2014 il primo appello agli utenti, che avrebbero potuto indicare i contenuti indesiderati. Poi nel gennaio del 2015: “I nostri utenti non vogliono bufale nella loro bacheca. Ecco perché il nostro ultimo aggiornamento consente di ridurre la diffusione di contenuti come questi”. Meno di un anno dopo, nel dicembre 2015, Facebook conferma di non ritenere la viralità di un post un valore di per sé. E di puntare a un'informazione più pulita. Agosto 2016: il tempo passa ma il problema resta. “Stiamo lavorando per premiare le storie autentiche”.

 

Le accuse a Facebook - Molti analisti hanno sottolineato che le frasi a effetto di Trump abbiano fatto breccia su Facebook, a tal punto da indicare Zuckerberg come uno dei fautori (involontari) della vittoria repubblicana. Il ceo ha risposto definendo questa tesi “una follia” e affermando che “chi vota decide in base alla propria esperienza di vita”. Nei mesi scorsi però, l'incrocio tra News Feed, correttezza dell'informazione e politica è tornato spesso. Secondo un'indagine di BuzzFeed, il 38% dei post delle pagine vicine ai repubblicani e il 20% di quelle democratiche contengono bufale o notizie distorte.

La questione è ricca di contraddizioni. Nel cda di Menlo Park siedono Sheryl Sandberg (grande sostenitrice di Clinton) e Peter Thiel (finanziatore di Trump). Se dopo le elezioni è stato rimproverato a Facebook di subire passivamente la comunicazione di Trump, a ottobre Zuckerberg era stato accusato di aver forzato il News Feed per penalizzare i post favorevoli ai repubblicani.  

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