Usa, ritirati device cinesi coinvolti in attacco hacker del 21 ottobre

Tolti dal mercato statunitense degli strumenti elettronici colpiti dalla pirateria informatica (Getty Images)
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L’azienda Hangzhou Xiongmai richiamerà webcam e registratori che erano stati presi di mira dai malware

Un’azienda di elettronica cinese, la Hangzhou Xiongmai Technology, ha deciso di ritirare dal mercato statunitense alcuni suoi prodotti che sono stati coinvolti nel maxi attacco hacker che ha colpito gli Stati Uniti lo scorso 21 ottobre e sul quale sono in corso le indagini dell’Fbi.

 

Webcam e registratori digitali – Con una nota ufficiale l’impresa asiatica ha reso nota la sua decisione di ritirare dal mercato alcuni suoi dispositivi hackerati tramite un malware chiamato Mirai. In particolare la Hangzhou Xiongmai produce e vende negli Usa registratori, webcam e videocamere di sorveglianza a controllo remoto: secondo gli investigatori i sistemi di alcuni di questi strumenti sono stati violati da hacker informatici non ancora identificati. L’azienda ha richiamato i dispositivi meno recenti e dunque più soggetti a possibili manomissioni: quelli assemblati prima di settembre del 2015 sono infatti più vulnerabili in quanto operano su un firmware più vecchio.

 

Password migliori – In parallelo, la Hangzhou Xiongmai ha chiesto a tutti i suoi clienti di aggiornare il loro firmware e di cambiare password e username di default. A ogni utente verrà anche inviato quello che viene definito “patch” (toppa), uno strumento di emergenza per rendere le proprie password più complicate e il sistema meno accessibile agli intrusi. Una misura necessaria soprattutto con le webcam private, migliaia di dispositivi disseminati sul territorio spesso non dotate di un apparato di sicurezza efficiente. Una cautela dettata dal fatto che è proprio attraverso i device privati dei singoli cittadini che si è sviluppato l'ultimo maxi attacco hacker che ha impedito l’accesso a numerosi siti negli Stati Uniti: è la nuova frontiera della pirateria informatica che utilizza l’Internet of Things (IoT) per alterare la rete in maniera più estesa e incisiva.

 

Sfida per la cybersicurezza - L’azienda ha comunque sottolineato come i suoi prodotti siano in generale sicuri rispetto alle violazioni informatiche e come in molti casi si tratti di una semplice misura preventiva. La Hangzhou Xiongmai ha anche negato che i suoi dispositivi abbiano costituito la maggior parte di quelli hackerati: “Mirai è un disastro per l’IoT.Tutto il genere umano sta affrontando i problemi relativi alla sicurezza. Li hanno affrontati i giganti dell’industria e la Hangzhou Xiongmai non ha paura di affrontarli a sua volta”, conclude la nota dell’impresa asiatica.

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