Andrea d'Alessio, da X Factor a Goodbye

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X Factor, in onda su Sky Uno ogni giovedì alle ore 21.15, è stato il primo grande traguardo di Andrea D’Alessio, che ora, a quattro anni da quell'esperienza e dopo aver collaborato con i grandi della musica italiana, presenta il suo nuovo singolo, Goodbye.

 

Abbiamo incontrato Andrea per due chiacchiere a Milano, impossibile non riconoscerlo, alto e con la folta barba scura. Continua a leggere e scopri di più

Andrea D’Alessio, napoletano, finalista di X Factor 2013 e un talento in ascesa. In questi anni il cantante partenopeo ne ha fatta di strada, collaborando con grandi artisti, da Mario Biondi ad Arisa, passando per Clementino, 99 Posse e molti altri. Tra le tante soddisfazioni anche l’apprezzamento del grande produttore Timbaland e un nuovo singolo, Goodbye, distribuito dalla Universal per la nascente etichetta BDP Media.

Abbiamo incontrato Andrea a Milano: cappellino da baseball, iconica barba scura e tanta fiducia per il futuro.

 

Lei è andato un po’ controcorrente decidendo di non cavalcare l’onda del successo mediatico e continuare a studiare. Com’è cambiato in questi anni?

Ho partecipato a X Factor senza aspettative e sono stati due mesi di studio intensivo, una scuola dove ho cercato di imparare tutto il possibile. Uscito da lì, però, ho capito che avevo bisogno di continuare a studiare, soprattutto per quel che riguarda la scrittura, perché volevo essere io stesso l’autore dei miei testi. È stato un percorso durato tre anni e ha dato i suoi frutti.

 

È uscito il suo singolo, Goodbye. Cosa può dirci? Com’è nato il pezzo?

Il singolo racconta tutto di me. Questo e i pezzi che seguiranno sono tutti autobiografici e penso sia un requisito fondamentale per far arrivare un messaggio forte. Goodbye parla di un bivio, dove sei costretto a dire ‘Addio’ a qualcosa o qualcuno, pur sapendo che ti rimarrà sempre nel cuore.

 

Ha lavorato con nomi importanti della musica come Arisa, Giuliano Sangiorgi, Mario Biondi, Clementino. Come sono state queste esperienze?

Sono stato davvero fortunato a lavorare con loro. Mario Biondi, che oggi ho l’onore di chiamare ‘amico’ mi ha dato una straordinaria possibilità, partecipare a due suoi dischi. Per non parlare di Arisa. Ho partecipato al suo tour ‘Voce’, un’esperienza bellissima con una persona davvero speciale sia come persona che come artista.

 

 

Non penso sia necessario scrivere qualcosa... GRAZIE!! #MarioBiondi #anfiteatrocampano #Music #Beatbox

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Cosa ha imparato da questi grandi artisti?

Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Hanno tutti un’aura artistica forte, professionalità, passione. Ho imparato tantissimo, anche da quelli musicalmente più lontani da me. Da Clementino e gli storici 99 Posse, ad esempio, ho imparato come stare sul palco.

 

Una bella soddisfazione.

Si moltissimo, poi anche il pubblico mi ha accolto bene.

 

Qualcuno l'ha definita un ‘one man band’…

Si, io ho iniziato dal beatbox, ma presto ho capito che era limitante, che musicalmente non era quello che cercavo. Allora ho iniziato con la loopstation, registrando i vari suoni da solo per poi cantarci su. È divertente perché ogni volta cambia e il pubblico rimane piacevolmente stupito.

 

Com’è cantare di fronte a un pubblico così vasto?

È sempre un’emozione fortissima, una botta di adrenalina. La prima volta per me è stata al provino per X Factor, ma ogni volta quella sensazione ritorna e non me ne stanco mai.

 

Mai ricevuto critiche?

In realtà no, la gente ancora oggi mi riconosce per strada e questo mi rende molto felice. Le critiche non le ho mai ricevute sull’aspetto musicale, ma per il mio look e questo mi dispiace: una critica costruttiva, per migliorarmi come artista, l’avrei accolta con piacere.

 

Invece è il suo look a non piacere, magari questa barba così lunga. Anche se ora è di moda…

Si, la moda hipster ha sdoganato questo tipo di look, ma in realtà ho lasciato crescere la barba per un fioretto, una promessa e alla fine mi ci sono affezionato. Forse un giorno la taglierò, ma chi può dirlo.

 

Immagino che lei non possa dirmi il perché di questo voto…

Eh no. Ma lo saprete, quando sarà finito.

 

Che ricordo ha di X Factor?

Bellissimo. In due mesi ho imparato talmente tante cose che fuori ci avrei messo, forse, cinque anni. Ogni mattina lì ti svegli con un unico obiettivo: cantare. Se avessi la possibilità di rifarlo, coglierei subito l’occasione.

 

Cosa pensa della nuova giudice, Levante?

Levante mi piace molto, la seguo e secondo me è molto adatta alla giuria di quest’anno perché come autrice ha portato qualcosa di nuovo al panorama italiano. Sicuramente mi avrebbe fatto piacere lavorare con lei.

 

Un consiglio ai nuovi concorrenti?

Gli consiglio di godersi l’esperienza in modo spensierato. Sembrano parole scontate, lo so. Sembravano frasi fatte quando prima di partecipare leggevo i consigli degli ex concorrenti, ma dopo averlo vissuto, essermi magari goduto poco delle cose perché troppo preso dalla situazione, ho capito che l’unico consiglio davvero utile è proprio questo: divertitevi.

 

Guarderà X Factor quest’anno?

Certo, lo seguo sempre con piacere.

 

Desideri per il futuro?

Continuare su questa strada e riuscire a vivere di musica.

 

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