XF10, Elio: "Scegliete la canzone più adatta non quella del cuore"

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Elio e Faso (foto di Francesco Prandoni)

E' decollato a Milano il Piccoli Energumeni Tour di Elio e Le Storie Tese. Un concerto celebrativo di una carriera lunga quasi quattro decenni. Abbiamo asisstito al live, incontrato la band e parlato con Elio che mentre partono i casting per X Factor 2016 "allunga" qualche consiglio a chi si mette in gioco

di Fabrizio Basso

I Piccoli Energumeni (in) Tour incantano il Forum di Assago e si preparano ad altre date di un concerto-evento che resterà unico per vari motivi: in primi perché racconta quasi 40 anni di storia, poi perché saranno le ultime date che vedranno sul palco Rocco Tanica e infine perché essendo partiti i casting per X Factor 2016 (la decima edizione del talent per popstar approderà a settembre su Sky Uno) Elio, che è stato giudici in più edizioni, offre qualche consiglio. Partiamo proprio da qui: "X Factor è un talent che va affrontato con spirito aperto. La maggior parte di quelli che ci provano tornano a casa dopo i casting. Ma è giusto provarci se si ritiene di avere l'X Factor. Un consiglio? E' difficile, forse converrebbe dire che non saprei...ma se proprio devo allora invito a lasciare fuori le canzoni del cuore e portarne davanti agli esaminatori una che, per tonalità e genere, rientra nelle proprie corde".

Ed eccoci a un tour che a maggio farà tappa a Roma (7), Torino (15), Montichiari (17), Firenze (20), Padova (21) e poi sarà a Cesena il 24 settembre. Nella notte del debutto milanese, nel ventre del Forum di Assago abbiamo incontrato Elio e le Storie Tese.

Una faticaccia vero?
La parte più dura sono le prove, ne abbiamo fatte una quantità assurda e tutte molto impegnative.
Rocco tanica è apparso quando ormai il concerto declinava verso la fine...
Ha iniziato tre anni fa a latitare e ha maturato la decisione di uscire dagli Eelst solo per la parte live. Per i lavori in studio e altre iniziative ci sarà.
Perché?
Ha scoperto non di non avere più il fisico, forse di non averlo mai avuto. Giuro che alle 21.30 ha sonno e col mondo del rock non è compatibile. A differenza di colleghi che sono locomotive da palcoscenico, ha scoperto di avere poche energie per questa attività ma di essere bravo a lavorare in studio.
Cosa muta negli equilibri della band?
Nulla cambia in famiglia, tiene solo un programma più defilato, è un Brian Wilson ma senza gli acidi o un Syd Barret vivo: il rischio è che quando viene in studio non venga riconosciuto.
Il motivo di questa uscita parziale?
Gli impegni televisivi lo hanno portato a insistere su quel versante perché si diverte. Noi siamo sempre pachidermici nella concezione e messa in opera dei dischi. Da quando pensi a una canzone a quando vede la luce variano mille stati d’animo.
La televisione è più guizzante?
C’è una missione da portare a termine in poche ore e quando vai a dormire è in archivio. Ci spiace solo che ci mandino in onda sempre tardissimo, siamo perfetti per un pubblico di Guardie Giurate, siamo perfetti anche sul monitorino della guardiola.
Una decisione maturata in tempi lunghi, pare.
Da tempo se ne parlava, poi l’avvento di Jantoman alle tastiere, che è quello cha fa il vero lavoro sporco, ha dato sicurezza sa Rocco e lo ha aiutato a prendere questa decisione.
Questo concerto è lunghissimo, per la gioia dei fan.
Non abbiamo mai fatto tre ore e un quarto di concerto tranne una volta che ne abbiamo fatto dodici ma con un brano solo.
Anche per questo resta una esperienza unica.
E' una formula pensata appositamente per questi eventi: soffriamo di ansia da noia, perché siamo i primi ad annoiarci per cui non si va oltre l'ora e quaranta.
Belle scenografie.
Sono riciclate da altri spettacoli, ci sono pure frammenti della scenografia di Fedez. Da 20 anni non eravamo al Forum, non ci credevamo quando ce lo hanno fatto notare. Realizzato ciò col nostro manager Claudio Dentes cercavamo uno sponsor e abbiamo trovato Ferdinando Salzano con la sua Friends and Partener. E’ la prima volta che facciamo uno spettacolo così impegnativo.
Mangoni è uno di voi o un aggregato?
Non è uno degli Eelst: va vissuto come un parassita, quegli esseri che vivono con te ma non fanno parte di te. Li tolleri. Ti affezioni anche, magari.
Faticoso fare la scaletta?
Potenzialmente c'erano 100 pezzi di cui famosi 50: ne abbiamo scelti 30.
Sembra matematica.
No, è roba da Elii.

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