Le avventure di Hooten & the Lady: finale di stagione da brivido

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La coppia protagonista di Le avventure di Hooten & the Lady

In attesa del finale di stagione, in onda su Sky Uno venerdì 3 febbraio alle 21.15, scopri perché l’accoppiata uomo-donna funziona così tanto nei film di avventura. Da Le avventure di Hooten & the Lady che vede due ricercatori di ambo i sessi collaborare per scovare tesori nascosti, ai paleontologi protagonisti di Jurassic Park così come a Indiana Jones e Marion Ravenwood ne I predatori dell'arca perduta e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, ecco spiegato perché l’unione (dei poli opposti) fa la forza

di Camilla Sernagiotto

 

Se eravate bambini che si rifiutavano di giocare con le bambine perché faceva poco macho, allora avete sbagliato tutto nella vita.

 

Lo dimostrano i fatti e, cartine di tornasole della buona riuscita di un’accoppiata al cinema, i botteghini: quando una donna e un uomo si mettono a collaborare nella cornice di una storia adrenalinica, il risultato è un capolavoro degno del Louvre del cinema, ossia il Dolby Theatre di Los Angeles (la casa dei sogni a occhi aperti dove ogni anno vengono consegnati gli Oscar).

 

Non è un paese per misogini (o per misantrope) quello in cui abitano i Coen e i loro tantissimi colleghi registi, assieme agli attori, agli operatori, ai macchinisti, agli sceneggiatori…

Insomma: la settima arte non è materia consigliata a chi non va d’accordo con l’altro sesso, parola di chi di cast se ne intende.

Proprio gli addetti ai casting, infatti, sono coloro cui spetta parte del merito di un’accoppiata vincente sullo schermo, spesso composta da gentil sesso e non.

Una formula calcolata a posteriori, infatti, svelerebbe il segreto dell’affiatamento sullo schermo di coppie maschio-femmina, che si sono rivelate funzionare molto più di quelle dello stesso sesso.

 

L’ultima della chilometrica lista è quella de Le avventure di Hooten & the Lady, la serie che ha come protagonisti Ulysses Hooten (interpretato da Michael Landes) e Lady Alex Lindo-Parker (alias Ophelia Lovibond), rispettivamente un ricercatore americano e una ricercatrice inglese che si ritrovano a fare coppia fissa sul lavoro.

Fosse un lavoro d’ufficio, forse ci sarebbe poco da trattenere il respiro, ma dato che la loro professione li porterà a vivere incredibili avventure a ogni puntata, la suspense è assicurata.

A garantirla è anche la perfetta calibrazione dell’accoppiata: se i protagonisti fossero due uomini così come due donne, l’equilibrio si perderebbe e finirebbe per risentirne anche la trama. Invece Yin e Yang sono entità opposte e complementari che formano la totalità non solo nella filosofia e nel pensiero cinese ma anche nella cinematografia, in particolar modo nel filone cinematografico più amato dal grande pubblico: quello d’avventura.

 

Forse si tratta di un equilibrio di ruoli, di un freudiano bisogno dello spettatore di essere accompagnato per mano sullo schermo da una mamma e un papà sostitutivi, unico modo per vivere serenamente le avventure che il regista ha in serbo per noi.

O forse c’entra l’intima propensione al voyeurismo propria dell’essere umano, portato dall’innata curiositas a sbirciare dalla serratura della porta (che è poi la vera spinta propulsiva che sprona lo spettatore a recarsi al cinema o ad accendere la televisione): se i protagonisti incorniciati dal buco della serratura sono un uomo e una donna, tutto si fa più romantico. E, perché no, più sexy.

 

Senza dubbio ad assicurare successo alla coppia Indiana Jones e Marion Ravenwood ci sono stati anche quelli, i momenti d'intesa non professionale: se Indy si fosse recato in Nepal da un collega uomo, magari burbero e poco grazioso come invece è Karen Allen sullo schermo, la storia avrebbe preso lo spettatore come in effetti ha fatto in tutto il globo terracqueo? Probabilmente no.

E se in Jurassic Park, al posto del paleontologo Alan Grant e della sua collega paleobotanica Ellie Sattler, ci fossero stati due uomini o due donne a fronteggiare i dinosauri sull’Isla Nublar, l’effetto sortito sarebbe stato lo stesso?

 

Se il piccolo schermo pullula di accoppiate vincenti fatte di Temperance "Bones" Brennan e Seeley Joseph Booth (protagonisti della serie Bones) e quello grande di altrettanti fortunati abbinamenti (addirittura il cinema d’animazione ne conta parecchi, basti pensare al papà di Nemo che nuota assieme a Dory sulle tracce del figlioletto scomparso), un valido motivo ci sarà.

 

Come sarebbe Léon se al posto di Mathilda ci fosse un simpatico bambino paffutello come coprotagonista?

 

Con questa domanda, abbiamo detto tutto.

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