Ink Master, Gemelli Diversi anche sui tattoo: che uppercut!

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Thema e Strano

Uno ama i tatuaggi l'altro li guarda con distacco. Ma entrambi sono fieri di sapere che molte persone hanno loro frasi tatuate sulla pelle. Tornano, col disco Uppercut, i Gemelli Diversi: li abbiamo intervistati mentre su Sky Uno, ogni domenica alle ore 21.15, c'è la settima stagione di Ink Master

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Diversi anche nell'approccio al tatuaggio. Non fosse stato per questa, e molte altre diversità, forse i Gemelli Diversi, ovvero Strano e Thema, avrebbero scelto un altro nome e magari non sarebbe qui oggi, sul filo dei vent'anni di carriera, a raccontarci la vita con un nuovo disco, che hanno chiamato Uppercut. Li abbiamo intervistati mentre su Sky Uno ogni domenica alle ore 21.15 c'è la settima stagione di Ink Master.

Partiamo dai tattoo: Strano nessuno e Thema parecchi.
Thema: ho iniziato farmeli alla fine degli anni Novanta. Avevo qualche problema sulla cicatrizzazione della pelle. Sono partito diesel, nel ho fatti 2, 3 poi per dieci anni niente. Quindi ho ripreso. Oggi c'è moltoa più informazione, sono belli i programmi sui tattoo, compresi quelli che spiegano come farli sparire se non piacciono più. Oggi sono una moda: più ne hai più piaci, l'apparenza conta troppo. Io consiglio di non farne mai in faccia e di essere certi che abbiano un valore perenne. Io ho iniziato con la T di thema che poi ho allungato nel nome completo. Poi ho scritte in aramaico e greco antico. Posso assicurare che i miei li terrei tutti, al massimo su qualcuno farei qualche intervento per ringiovamirlo.
Strano: non mi attirano. Però ammetto che ho conosciuto persone con nostre frasi tatuate e quello emoziona. Io ho la mente per i ricordi. Ciò non toglie che rispetto chi li fa. Per citare un episodio dico che ho una amica che si è fatta fare da Eros Ramazzotti un autografo sulla mano e poi lo ha trasformato in tatuaggio. Quindi massimo rispetto per questa forma di arte ma io faccio lo spettatore.
Uppercut ha suoni americani: ora che tutti vogliono un sound italiano voi marciate contro tendenza.
E' sempre stato così, noi sempre controtendenza. Abbiamo anche canoni del suono diversificati, Strano più soul e pop, Thema più rock. Poi ci abbiamo iniettato un po' di elettronica. Insomma abbiamo fatto quello che ci piace.
Come vi definite?
Sempre borderline, siamo pop rap. Basta ascoltare il singolo La Fiamma, quasi una ballad.
Avete tre generazioni sotto il palco.
Bello, vero? Vediamo cantare nostri brani del 1998 da persone che nel 1998 non erano nate!
Non si può dire che la vostra carriera sia stata facile.
Ci hanno spesso bistrattati, ci ritenevano tamarri. Eravamo circondati da molto pregiudizio ma se siamo ancora qui vuol dire che abbiamo vinto noi.
Molti di quelli che vi bistrattavano non esistono più musicalmente parlando.
Lo dice lei e ci fa piacere. Resta il fatto che per i più fare un disco dopo parecchio tempo era un ritorno, per noi sempre un ricominciare.
Per molti giovani siete un punto di riferimento.
Siamo i precursori del pop melodico. Essere un punto di riferimento è un bel riconoscimento per noi.
Quanto c'è di autobiografico?
Tutto. Se non viviamo non siamo credibili ne raccontare.
In Ti tradirà parlate di un'estate per sempre...
E' una provocazione. Esistono gli inverni per creare l'attesa dell'estate e renderla più bella.
L'Uppercut del titolo per chi è?
La band ha subito una rivoluzione, da quattro siamo rimasti in due. Ma non siamo finiti al tappeto, non dimentichiamo i nostri 18 anni di storia. Sa quale è la regola?
No.
Non è finita fnché non è finita.



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