Paola Iezzi, l'energia di Lovenight e due tattoo sapor nostalgia

Inserire immagine
Paola Iezzi (foto di Paolo Santambrogi)

LoveNight è la canzone candidata a tormentone dell'estate 2016. La canta Paola Iezzi, che ci racconta le sue mattine al bar, la sua voglia di musica e la storia di due tattoo che ricordano l'inziio della sua carriera. Intanto su Sky Uno ogni domenica alle ore 22 va in onda Bad Ink

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


La notte porta consiglio ma la mattina porta genialità. Lo sa Paola Iezzi che la notte la vive da donna, da deejay, da artista ma non rinuncia, quando la luce allontana le tenebre, a trasformare in progetti le idee della notte. E proprio così è nata LoveNight, la canzone candidata a tormentone dell'estate 2016. Poi ci sono due tattoo che risalgono alla fine degli anni Novanta e che hanno ognuno una storia speciale. Mentre su Sky Uno ogni domenica alle ore 22 va in onda Bad Ink, abbiamo intervistato Paola Iezzi.

Paola partiamo da LoveNight.

Il primo germoglio è a Londra, a casa di amici. Lì conosco Steve Anderson, un mito che vanta collaborazione pazzesche: cito per tutte Kylie Minogue. Chiacchieriamo e decidiamo di fare qualcosa insieme.
E nasce LoveNight.
Una mattina è arrivata. Io ho un bar di riferimento, vado lì e scrivo. E' arrivata dopo una notte di pensieri.
La notte le muove i pensieri.
Quella sera è andata diversamente. Ho fatto una notte brava, nel senso che con un po' di amici abbiamo girato per locali fino a tardi e quella situazione ha innescato una serie di riflessioni.
Che sono diventate canzone.
Sono uscite parole melanconiche, ero demoralizzata e scorata. Ero schiacciata da quei sentimenti che ti spingono a mollare tutto, sei lì per farlo e all'improvviso una scintilla riaccende la volontà di andare avanti.
Cosa ha acceso quella scintilla?
Non ne conosco l'origine. Orgoglio? Spirito di sopravvivenza?
LoveNight apre un nuovo capitolo della sua vita artistica?
Considero questo il mio primo vero progetto dopo la fine della collaborazione con mia sorella Chiara. E' stata difficile riassestarsi, ragionare da sola.
Ora si sente più sicura?
Ho dedicato la vita alla musica, fosse per me farei un disco l'anno ma perché un progetto funzioni servono equilibri: fortuna, le radio che ti passano, le possibilità che ti danno...non dipende solo da me.
E' una fase delicata per la discografia.
In questo momento storico c'è una grande varietà di generi, la rete mastica e sputa. C'è bulimia. Io ho fatto un ep con più versioni di LoveNight, compresa una acustica che aiuta a entrare nell'anima delle parole.
Lei fa anche la deejay.
Da tre anni mi diverto in consolle.
Un ruolo che la trasforma.
Nella vita sono sobria, dolce, educata, carina, mite poi salgo in consolle, esce la grinta, divento energetica, divento un super eroe. Accendere la musica mi pervade di energia. La vita non è mai tranquilla, entrare in un club, seguirne la sua liturgia, offre un senso di libertà.
Ha un grosso, poetico tattoo sulla schiena.
Ne ho due in tutto e risalgono a quando ero piccola. Oggi amo l'arte del tattoo ma non so se me ne farei ancora.
Perché?
Li preferisco sugli uomini, sono parte dell'espressione di una persona. Non credo siano solo estetica, mi piace pensare che sia un modo per mostrare al mondo la propria personalità.
Le piacciono?
Se fatti bene si. Rispetto la scelta di chi li fa.
Ci racconta i suoi?
Ho un trifoglio irlandese sull'addome, lo ho fatto nel 1997 in Irlanda perché lì è nato Ci chiamano bambine, la canzone che ha dato il via all'avventura mia con Chiara.
Il secondo?
Risale all'anno dopo, al 1998. Stavamo lavorando al secondo album Giornata storica e dopo il successo di Ci chiamano bambine la pressione era tanta e così mi sono tatuata una spada con un serpente attorcigliato. Una scelta un po' istintiva.
Cosa rappresenta?
La simbologia spiega che da una parte è un coprimi le spalle e dall'altra cura. E' una spiegazione che mi sono data a posteriori, leggendo anche di Esculapio, il cui simbolo è un serpente abbarbicato a un bastone.
C'è chi si tatua sue frasi.
Un po' mi spaventa, un po' mi inorgoglisce. Le due frasi più tatuate sono la musica è forte che spezza il dolore e only the music hold us together, solo la musica ci tiene insieme.
E' vero?
Certo. Io ho dedicato la mia vita alla musica!




TAG: