Kristin Kontrol, musica da tatuarsi addosso

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Kristin Kontrol

Mentre su Sky Uno si avvicina la finale di Bad Ink (domenica 26 giugno) lo show che vede Dirk e Ruckus aiutare chi vuole liberarsi di un tatuaggio poco riuscito, abbiamo parlato con la leader delle Dum Dum Girls Kristin Kontrol di tatuaggi (amati e meno amati) e del suo nuovo progetto musicale da solista, X-Communicate.

Da bad girl con la sua rock band, le Dum Dum Girls, a diva indie pop con il suo nuovo progetto: Kristin Kontrol, un tempo conosciuta come Dee Dee, si è cimentata per la prima volta con un disco solista in X-Communicate. E per farlo ha dovuto cambiare pelle, quella stessa pelle dove negli anni si è fatta disegnare parecchi tatuaggi, alcuni dei quali ora guarda con un certo distacco.

 

A tal proposito, cosa succede quando ci si vuole liberare di un tattoo poco riuscito, oppure troppo legato al passato? Ci si può rivolgere ai protagonisti di Bad Ink, show in onda su Sky Uno in cui Dirk e Ruckus aiutano i loro sventurati clienti a rimediare ai loro tatuaggi "da incubo".

 

In attesa della prossima puntata di Bad Ink, ecco l'intervista a Kristin Kontrol, in cui parla per l'appunto di tatuaggi, e ovviamente della sua ultima fatica musicale.

 

C'è un verso delle tue nuove canzoni che ti tatueresti?

Ahah, oddio non saprei. Probabilmente tutto l’album!

 

A proposito di tatuaggi, quanti ne hai?

Tanti: ne ho dodici. E molti li odio. O meglio, non è che li odi, ma hanno fatto il loro tempo. Alcuni sono significativi, perché sono nomi di persone a cui tenevo che sono morte. Ma poi morivano così in tanti che non avrei potuto tatuarmi tutti i loro nomi, altrimenti adesso avrei tutto il corpo pieno di scritte! [ride]

 

Hanno tutti un significato particolare o ce n’è anche qualcuno che hai fatto solo per ragioni estetiche?

Sulla schiena ho un enorme pavone rosa che mi sono fatta da ragazza ed è uno di quelli di cui ti parlavo, perché ormai non sono più il tipo di persona da avere un enorme pavone rosa tatuato addosso. 

 

Non hai mai pensato di cercare di modificarlo?

No, sarebbe troppo difficile… ormai è lì e me lo tengo!

 

Un tatuaggio che vorresti farti, ma non hai il coraggio?

Non è che mi manchi il coraggio. Più che altro, continuano a venirmi in mente tatuaggi che potrei farmi - o magari li vedo addosso ad altre persone - ma poi va a finire che cambio idea prima.

 

Il tuo ultimo album con le Dum Dum Girls, Too True, era già piuttosto distante dagli inizi della tua carriera: eri già altrove con la testa?

Ho sempre tentato di andare “oltre” la mia band, che dal mio punto di vista era solo una prima fase nel percorso per diventare una performer migliore. In ogni album se guardi alle Dum Dum Girls, ho sempre cercato di fare qualcosa di più, ma non penso di esserci mai davvero riuscita.

 

In questo senso il "Kontrol" del tuo nuovo nome significa che ora, come solista, hai più controllo su quello che fai?

In un certo senso non è cambiato molto, perché già allora scrivevo tutto io, anche se era una band. In ogni caso non ero convinta di avere dato il mio meglio con l’ultimo album, cercavo di espandere il mio suono ma non ero soddisfatta. A essere limitante era soprattutto quello che la gente si aspettava dalle Dum Dum Girls, per cui con questo progetto ho ripreso il controllo su quello che sono.

 

Dum Dum Girls era diventata una specie di etichetta?

La band aveva una sua architettura precisa, ma io non volevo continuare a fare sempre la stessa cosa, a fare retro garage rock in eterno. 

 

Con questo disco, infatti, hai sperimentato molto più con i generi musicali che in passato…

Era da tanto che volevo fare queste cose, ma pensavo che non fossero appropriate, proprio per via delle limitazioni e aspettative connesse alle Dum Dum Girls. E invece con X-Communicate mi sono sfogata. 

 

Andrew Miller, Richard Gottehrer: hai comunque fatto affidamento su collaboratori del tuo passato con le Dum Dum…

Andrew non si è solo unito negli ultimi due anni alle Dum Dum come chitarrista nei tour, è anche e soprattutto un amico da tempo. E Richard è il mio manager di sempre, per cui è stato naturale continuare a lavorare con lui.

 

Il disco suonerà molto diverso dal vivo?

Abbastanza, perché comunque si tratta di un progetto elettronico, mentre sul palco voglio che suoni un po’ più rock band.

 

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