RDS Academy: la parola ad Anna Pettinelli

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Anna Pettinelli torna alla guida di RDS Academy

In attesa del prossimo appuntamento con RDS Academy, in onda in esclusiva assoluta, su Sky Uno ogni giovedì alle ore 23, leggi nell’intervista cosa ci ha raccontato la voce storica di RDS.

di Barbara Ferrara


Da grande protagonista della vita di ciascuno di noi, la radio, torna a essere protagonista di RDS Academy, il primo programma televisivo per chi aspira a fare della radio il proprio mestiere. Il media più longevo della storia della comunicazione non ha mai smesso di regalare emozioni, del resto, per dirla con Marshall McLuhan, la radio tocca tutti intimamente e personalmente: il suo aspetto più immediato è un’esperienza privata.

 

In attesa di scoprire quali prove dovranno superare gli aspiranti speaker in gara, ogni giovedì alle 23 su Sky Uno, ecco cosa ci ha raccontato la voce storica di RDS che, insieme a Giuseppe Cruciani e Matteo Maffucci degli Zero Assoluto, torna, per la terza volta, alla guida di RDS Academy, l’unica scuola di radio degna di portare questo nome.


Cos’è per lei la radio?
E’ il mezzo più bello del mondo che sopravvivrà per sempre alle mode e agli eventi social. La radio catalizza tutto, tant’è che la rivoluzione tecnologica non ci ha scalfito, mentre la tv arranca noi invece siamo riusciti a girare le cose a nostro vantaggio.

 

Dunque il futuro della radio è roseo?
Sicuramente lo è, la radio non ha avuto nessuna flessione rispetto alla televisione, è saldamente al suo posto, non è cambiato niente. Le ricerche lo dimostrano.

 

Come riesce a essere sempre così spumeggiante com’è? Ci saranno dei giorni in cui si alza male?
Sì, ma non lo faccio vedere, è una questione di abitudine, uno si alza storto, poi vede un microfono e gli passa. Dopodiché appena lo chiudo ritorna il malumore, magari ci fosse una ricetta per fartelo passare. In cambio c’è il mestiere che te lo fa dissimulare.


I suoi colleghi la definiscono “leggendaria”, che effetto fa?
Esagerata, chi mi definisce tale? Sicuramente non Cruciani con cui litigo continuamente, il mio punto di vista rispetto al suo è molto lontano, siamo su due assi diversi, ma ci rispettiamo molto e ci vogliamo bene, andiamo a pranzo tutti e tre insieme.


Cosa cerca a RDS Academy?
Il conduttore del futuro.

 

Da cosa si accorge che una persona ha la stoffa giusta?
Da come parla. Se riesce a essere sintetico e a ribattere alle battute, se ha una grande velocità di connessione cervello-lingua me ne accorgo subito.


Il primo ricordo legato alla radio?
E’ questo microfono, l’ho visto la prima volta a sedici anni e non mi ha fatto paura.

 

Cosa pensa della citazione di Bob Dylan: “Ho sempre trovato qualcosa alla radio. Proprio come i treni e le campane, era parte della colonna sonora della mia vita?”
E’ una bellissima citazione perché sottolinea l’idea che la radio è un mezzo rassicurante, e combacia con quello spirito da ragazzino che è in te. Probabilmente i treni e le campane fanno parte della sua infanzia, vuol dire che riesce a trovare nella radio un mezzo che gli è familiare.

 

Le caratteristiche che non possono mancare a uno speaker?
Devi essere molto curioso, parlare bene l’inglese, conoscere la musica, sapere interpretare il mondo e renderlo in poche parole con il dono della sintesi per non annoiare mai l’ascoltatore.

 

Speaker si nasce o si diventa?
Speaker si diventa, conduttore si nasce, sono due cose diverse: tu puoi diventare un bravo speaker, puoi imparare la dizione, la recitazione, le tecniche. Conduttore, che vuol dire tenere in mano salda un programma e riuscire ad affabulare gli ascoltatori, si nasce.

 

Tre dritte fondamentali da dare agli aspiranti speaker?
Numero uno: non mi fate incazzare. Scherzi a parte, ascoltate, impegnatevi con serietà e al contempo divertitevi. Tutto quello che vi sarà detto, insegnato non è replicabile in giro da nessun’altra parte del mondo. Questa è l’unica vera accademia della radio, chi è uscito dalle altre edizioni ha trovato spazio e lavoro. La preparazione che diamo noi non ha prezzo. Tengo particolarmente a questa scuola: se presa con serietà è come nessun altro posto.


Un aggettivo che descriva i suoi compagni di viaggio Maffucci e Cruciani? 
Matteo per me è l’uomo da sposare, simpatico divertente, allegro, sportivo, ha sempre il sorriso, lui è una persona molto positiva, ci facciamo un sacco di risate. Giuseppe potrebbe essere l’amante da nascondere.


Una qualità che lei non ha e che i suoi compagni hanno?
Matteo è un possibilista, io sono molto rigorosa e forse questo è un mio limite, ma sono talmente innamorata del mezzo che pretendo tanto. Giuseppe invece è quello più ecclettico è quello che dà più spazio di tutti. Riesce a essere più leggero. Per me la radio è rigore.
 

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