4 Ristoranti, vince la semplicità di Ciccio alla Capannaccia

Da Ciccio alla Capannaccia è il locale di Daniele Polici che si aggiudica la vittoria nella nona puntata di 4 Ristoranti. L’ultima sfida dei ristoratori ti aspetta con Alessandro Borghese martedì 2 febbraio alle 21.10 su Sky Uno. Leggi l'intervista e scopri la miglior trattoria di confine di Daniele Polici.

Nella nona puntata 4 Ristoranti con Alessandro Borghese ci troviamo tra Toscana, Lazio e Umbria, proprio nel punto in cui i confini di queste tre regioni si incontrano, nell’antica Etruria.

In questa zona sono ancora presenti moltissime trattorie a gestione familiare, con cucina semplice del territorio a prezzi modici. La particolarità di queste trattorie è la cucina: una mescolanza di piatti e sapori proprio di queste tre regioni. Si va dai pici toscani alla carbonara laziale, agli umbrichelli Umbri. Si salta da un cinghiale a un capriolo passando per il ragù d'oca, per finire poi con cantucci e vin santo.


Da Ciccio alla Capannaccia è il locale di Daniele Polici e della fidanzata Elena, nel paese di Acquapendente. Oste chiacchierone e gioviale, non smetterebbe mai di parlare del suo locale. Romano di nascita, si è trasferito in campagna e si è innamorato del paesaggio incontaminato e della genuinità della vita.

Ciccio ci tiene a considerare il suo locale una trattoria e non un ristorante. Il locale esiste dal 1954, ma Ciccio lo ha preso in gestione solo da 4 anni. Prima era una fraschetta, un posto con un braciere dove si vendeva vino e pane, poi è diventato un alimentari dove si poteva trovare di tutto. Alle pareti oggi vi sono dei murales che rappresentano scene di vita bucolica, a rimarcare la loro posizione in campagna.

 

Si aspettava la vittoria?
Non mi aspettavo di vincere assolutamente, per me è stata veramente una gioia già solo partecipare al programma. Non essendo abituato a stare dietro una macchina da presa il timore era quello di lasciarsi prendere dall’emozione e dall’agitazione.

 

Come spenderà il premio?
Stando in affitto ho sempre cercato di fare lo stretto e indispensabile nella mia trattoria, pensandoci e ripensandoci su più di una volta, ora potrò apportare quelle modifiche che mi permetteranno di coccolare ancora di più la mia clientela.

 

Che atmosfera si respira alla Capannaccia?
Siamo una trattoria di campagna con un ambiente familiare. Il cliente qui non troverà mai situazione di Gourmet ma bensì una cucina casereccia con prodotti a km 0 provenienti dalle tre regioni Lazio, Umbria e Toscana.

 

Cosa c’è nel menù del suo locale?
La cucina è a KM.0, ogni piatto è rigorosamente preparato in casa. La Capannaccia è una trattoria come quelle di una volta, con cibo genuino ripreso dalla tradizione e ricette tramandate dal nonno di Elena. I pici e il cinghiale in salsa verde sono le loro specialità.

 

Il piatto cavallo di battaglia?
Sicuramente i pici alla Ciccio. I pici sono una pasta della tradizione toscana ai quali uniamo il chiaro dell’uovo per dare maggiore densità e struttura al piatto, conditi con guanciale e un misto funghi, il tutto aromatizzato con del finocchio selvatico, servito con una cascata di pecorino romano.


Il privilegio di stare ai confini?

È quello di avere a portata di mano la materia prima genuina. La Capannaccia nasce 4 anni fa e in questo arco di tempo sono diventato un po’ il nipote acquisito dei vicini. Oltre alla carne genuina, quotidianamente dalle terre vicine mi arrivano le verdure tipiche di stagione.

 

Menù, location, servizio e conto, quale per lei ha più importanza?
Servizio e conto vanno a braccetto. Mangiare alla Capannaccia deve essere per il cliente come i vecchi pranzi domenicali di una volta che si trascorrevano in famiglia, tipici se si era del paesello. 
 

Perché la Capannaccia ha vinto?
Perché siamo una squadra. Mia mamma Annamaria è la regina della cucina insieme alla signora Carla, Piero è il re dell’angolo pizzeria, in sala con me ho una grande spalla che è Ilaria e ovviamente supporto morale e non solo è quello di Elena, la mia fidanzata. La mia bravura è stata quella di trovare uno staff che rema nella stessa direzione con l’obiettivo di far stare bene il cliente.

 

La filosofia della Capannaccia?
Bevi bene, mangi meglio e spendi poco, anzi il giusto. Il cliente quando viene qui deve ricordarsi queste tre cose. la sua certezza è che non troverà mai nessuna sorpresa nel conto.
 

 


 

 

 

 

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