I Seventies in apnea di New York, la città in fiamme di Hallberg

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La cover di Città in Fiamme

New York è la Città in Fiamme di Garth Risk Hallberg. Mille pagine di musica e trasgressione, amicizia, amore e perdizione. Un viaggio nei Seventies mentre su Sky Atlantic c'è Vinyl, serie ambientata negli anni 70: l'appuntamento è ogni lunedì alle ore 3.00 in versione originale sottotitolata (in contemporanea con la messa in onda americana, poi in replica la sera) e dal 22 febbraio in versione doppiata alle 21.10

di Fabrizio Basso

Gli anni Settanta sono come una vecchia finestra che lascia passare degli spifferi. E loro si infilano in noi e ci prendono la residenza. Ne sappiamo qualcosa con Vinyl, la serie prodotta da Martin Scorsese e Mick Jagger che ci racconta la musica nei Seventies: è in programmazione su Sky Atlantic ogni lunedì dal 15 febbraio alle ore 3.00 in versione originale sottotitolata (in contemporanea con la messa in onda americana, poi in replica la sera) e dal 22 febbraio in versione doppiata alle 21.10.

 

Ora lasciamo che uno di questi spifferi ci seduca e chiudiamo gli occhi. Siamo a New York nel 1977: il Bronx brucia, Manhattan offre ancora le soffitte agli artisti, è capodanno, la neve non concede tregua…uno sparo, forse due, non concedono vita. E’ tutto folle in quella New York e cosa si respira ce lo racconta Garth Risk Hallberg nel suo monumentale (sono mille pagine), ipnotizzante romanzo d’esordio Città in Fiamme (Mondadori, 25 euro).

Si intrecciano, pagina dopo pagina, situazioni e personaggi. Colori e disperazione come in un dipinto di Basquiat, che sul tramonto dei Settanta era poco più che adolescente ma già genio e maledetto, due autostrade dell’anima che lo hanno condotto alla morte per droga, a soli 28 anni. Il caleidoscopio di figure che popolano il libro di Hallberg sono grumi di uno stesso gomitolo: si conoscono, si annusano, si lasciano ma più si avvicinano più sono enigmatici.

Si respira il punk. Che è considerato una storia di liberazione. Ci sono i ragazzi con le magliette consunte dall’uso (e dall’abuso) con una A cerchiata. Si va da Anarchy in the U.K dei Sex Pistols a Up against the Wall, Motherfucker, il punk regna sulla città in fiamme. Ci si domanda quando Joe Strummer si è convertito al Punk, Berlin di Lou Reed è la canzone più deprimente del mondo. Patty Smith ha una fanzine che si chiama Land of Thousand Dances. C’è un locale che ha segnato stagioni, il Vault, si parla di Debbie Harry e dei The Voidoids la band creata da Richard Hell, ex Television.

Pochi romanzi sanno trascinare il lettore nella loro epoca. Quello di Hallberg è tra questi. Ansia e trasgressione, paura e ribellione, pastiglie, musica e violenza. Le feste inghiottono, l’ingenuità prende a braccetto, questa città in fiamme non concede respiro, toglie l’aria a ogni capoverso...ma che bella questa apnea di mille pagine!

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