Beppe Carletti, i Nomadi, il Tributo ad Augusto e il fascino di Vinyl

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Beppe Carletti con i Nomadi

Vinyl è la nuova protagonista del lunedì di Sky Atlantic (alle ore 3.00 in versione originale sottotitolata, in contemporanea con la messa in onda americana, poi in replica la sera, e dal 22 febbraio in versione doppiata alle 21.10). Beppe Carletti gli anni Settanta li ha vissuti da protagonista con i Nomadi e Vinyl lo incuriosisce perché fa riscoprire la dimensione artistica della musica: leggi l'intervista

di Fabrizio Basso

 

Beppe Carletti e i Nomadi gli anni Settanta li hanno attraversati da protagonisti. Come anche parte degli anni Sessanta e tutti i decenni dopo i Seventies. Il weekend del 20 e 21 febbraio a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, va in scena il XXIV Tributo ad Augusto, una due giorni nel ricordo della voce storica del gruppo, una delle voci più belle e speciali dell'ultimo mezzo secolo. Daolio se ne è andato nel 1992 e da allora ogni anno, a febbraio, ci si ritrova a Novellara, dove nacque, per ricordarlo. Nei giorni vicini al suo compleanno, che era il giorno 18.

 

Di quello che accadrà ne parliamo con Beppe Carletti e con lui prendiamo una ideale macchina del tempo e parliamo dei mitici Seventies, quelli raccontati in Vinyl , la serie prodotta da Mick Jagger e Martin Scorsese in programmazione su Sky Atlantic ogni lunedì alle ore 3.00 in versione originale sottotitolata (in contemporanea con la messa in onda americana, poi in replica la sera) e dal 22 febbraio in versione doppiata alle 21.10.

 


Beppe Carletti il 20 e 21 va in scena il Tributo ad Augusto.
E' il XXIV, è un bel traguardo, anche perché ci siamo arrivati senza mai esserci interrotti.
Che accade quest'anno?
Cominciamo sabato con l'apertura della mostra su Augusto: è così tutti gli anni, per fortuna ci sono ancora cose inedite su di lui.
Poi spazio ai giovani.
Prima di noi si esibiscono sei ragazzi che hanno vinto concorsi dedicati e ognuno può fare due canzoni scelte dal nostro repertorio. Poi verso le 21.30 parte il nostro concerto.
Anche domenica la giornata è ricca.
Cominciamo la mattina nel teatro di Novellara: parliamo di violenza sulle donne. Ci saranno, tra gli altri, Farian Sabahi, giornalista e scrittrice italo-iraniana da poco uscita con Noi donne di Teheran, Flavia Tavano, presidente Demetra Onlus, Roberta Mori, presidente Commissione Parità Regione Emilia Romagna e l'avvocato Marco Scarpati.
Il Premio va a Fiorella Mannoia.
Si, siamo contenti che abbia accettato di esserci. Nel concerto di domenica pomeriggio farà un paio di canzoni dei Nomadi.
Altri ospiti?
Omar Pedrini e poi premiamo una signora di Reggio Emilia, superstite di una strage del 1944 sull'Appennino reggiano. Ha scritto un libro sulla sua esperienza che è diventato film: io ho fatto le musiche e anche una piccola parte.
Novità dal pianeta Nomadi?
Proseguiamo con i concerti, nel 2015 sono usciti Lascia il segno e Il sogno di due sedicenni: siamo contenti del risultato, sia per la critica che per i riscontri del pubblico. Ma dico che le teste devono anche riposare, quindi per ora faremo concerti, nessuna novità all'orizzonte.

Sky Atlantic racconta gli anni '70 con la serie Vinyl.
Ho visto, spero contribuisca a farci riappropriare della musica.
Cosa intende?
Già il nome, Vinyl, è stimolante.
Nostalgia del vinile? Che sta però tornando...
Sono felice del ritorno del vinile, è un piacere prenderlo in mano. Negli anni Settanta si faceva la gara a chi creava la cover più bella, era un rito: oggi il cd, anche per le sue misure, non permette troppi guizzi artistici.
Anche l'ascolto è cambiato.
Per questo dico che una serie come Vinyl è importante: può portarti ad ascoltare la musica come una volta, oggi invece tutti hanno le cuffiette. La musica andrebbe ascoltata dalle casse e all’aria aperta. Così ha un altro sapore e un altro colore. Un disco di vinile ascoltato in casa è come leggere un libro. La musica è arte. E poi vederli tutti in fila sugli scaffali è sempre una emozione.
Insomma sosteniamo Vinyl.
E' una bella operazione. Mick Jagger e Martin Scorsese hanno tutti i requisiti per farci assaporare il clima dei Seventies, è una accoppiata che non avrei mai pensato potesse formarsi.
Lei era più Beatles o Rolling Stones?
Io ero più per i Beatles e Augusto per gli Stones ma in concerto facevano sia Satisfaction che Twist and shout. Sono due gruppi che hanno rivoluzionato la musica ma io sono convinto che siano i Beatles quelli che hanno voltato pagina.
Nei Seventies i Nomadi suonavano nelle balere.
Che nostalgia che ho delle balere! Suonavi, chiacchieravi con la gente, andavi al bar, poi arrivava il gestore che spegneva le luci e ti intimava di fare quattro lenti. Non c’è più quel sapore. Lì si faceva davvero la gavetta con la gente che ti guarda, ti ignora, ti ascolta, ti applaude.
Insomma le mancano...
Più che mancarmi le rimpiango. Sarebbe bello riproporle e tornarci in incognito, con la chitarra e qualche amico. Chissà che non possa diventare un progetto!

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