In Treatment 3, la terza settimana di terapia

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Foto di Antonello & Montesi

Terza settimana di terapia per il Dr. Mari e i suoi pazienti, e ora siamo assolutamente dentro le loro vite e le loro storie, anche se in realtà siamo ancora tutto sommato all’inizio del percorso. Nonostante l’ombra della malattia, Giovanni c’è per i suoi pazienti, e c'è per suo figlio. E, fortunatamente per Giovanni, per lui c’è Adele: continua a leggere e scopri di più, e clicca qui per scoprire dove, quando e come (ri)vedere la stagione finale di In Treatment

 

di Linda Avolio

 

 

Terza settimana di terapia per il Dr. Mari e i suoi pazienti, e ora siamo assolutamente dentro le loro vite e le loro storie, anche se in realtà siamo ancora tutto sommato all’inizio del percorso. La settimana si apre con Giovanni e suo figlio che parlano dei suoi disegni. Giovanni è preoccupato, non ha idea di cosa passi per la mente di Michele, e ha paura di non essere un bravo padre. Ha anche paura di dovergli parlare della sua malattia. Questa settimana conosciamo inoltre Greta, la nuova compagna di Giovanni.

 

Rita finalmente è andata a trovare Patrizia, e le ha chiesto “il permesso” per vedere il Dr. Mari. E’ evidente che la gelosia della donna nei confronti della sorella è sempre presente, così come la rabbia per il fatto che la figlia preferisca la zia. Così come il suo senso di inferiorità, e il senso di colpa. E la paura per la spada di Damocle della malattia. Ad ogni modo, per Rita è arrivato il momento del debutto: come andrà? Mari cerca di scavare nel passato, e scopre che tra le due sorelle c’è sempre stato un rapporto di rivalità, anche a causa della madre, una figura tanto importante quanto a volte scomoda…

 

Padre Riccardo sembra rinato. Arriva in jeans e pullover, con i capelli quasi spettinati. E’ stato lontano da tutto e da tutti per alcuni giorni, un vero e proprio ritiro, e ora sembra un uomo nuovo. Peccato che ci voglia poco per Giovanni per riportare a galla tutta la sua rabbia. Il Dr. Mari gli chiede nuovamente dei genitori, e lui parla a ruota libera del padre. E’ evidente che Padre Riccardo soffre molto per la lontananza del genitore, per la sua freddezza. Per il suo giudizio. E’ chiaro che Padre Riccardo ha una grossa ferita emotiva che ha origine nella figura paterna. Si parla di fede, si parla della funzione della fede. Ma poi Padre Riccardo, visibilmente scosso, preferisce andarsene.

 

Luca si presenta insieme a Marisa, la madre adottiva. Luca ha un occhio nero. E’ stato Max ad aggredirlo. Marisa è giustamente preoccupata. Luca però le risponde male, provoca, usa parole pesanti, le dà della bigotta, e alla fine, quando in un impeto di rabbia rivela di essere stato contattato dalla madre biologica, la donna non sa come gestire questa informazione, ed esce dalla stanza. Per Luca è l’ennesima conferma che a Marisa non interessa nulla di lui. Giovanni lo ascolta mentre lui gli racconta di un’esperienza passata, gli parla anche del figlio nella speranza di riuscire ad avvicinarsi a lui. A fine sessione, quando è ora di andare via, Luca si stupisce di vedere Marisa seduta in sala d’attesa…

 

Bianca è tornata. Si scusa e confessa di aver raccontato una bugia. In lei convivono sempre queste due anime: una che cerca protezione, che si scusa, che chiede “per piacere”, l’altra aggressiva, carica di rabbia, pronta ad attaccare, sulla difensiva. Si parla di bugie in questa sessione, o meglio, Mari ci prova, ma Bianca è sfuggente. Ovviamente i problemi col marito sono al centro della discussione, così come gli attacchi di panico e claustrofobia. E’ evidente che le due cose sono collegate. Bianca dice che ora le cose vanno meglio, nel senso che riesce a controllare almeno un po’ gli attacchi. Poi parla nuovamente del padre, che scopriamo essere stato un rapinatore, una figura fondamentale per lei durante la crescita. Una figura che Bianca ha cercato, anche se inconsciamente, nel marito…

 

Il venerdì è la giornata di Giovanni. Che ha un mal di testa pazzesco e che si arrabbia con Adele perché lei non vuole dargli un’aspirina. Mari è convinto di avere il Parkinson, nonostante non abbia ricevuto una diagnosi precisa. Si parla di Luca, e si parla di Michele. Giovanni chiede ad Adele se ha letto il romanzo di Anna, è ancora arrabbiato, cerca di provocarla. Adele resta calma e cerca di essere chiara: lei è la sua terapeuta, non il suo supervisore. Forse con Anna i ruoli si sovrapponevano, ma con lei non sarà così.

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