Fotogallery 19 febbraio 2017

The Disunited States of America: i meme più virali su Donald Trump

  • Il 23 gennaio, qualche giorno dopo l’insediamento alla casa bianca, Trump ha firmato diversi ordini esecutivi compreso quello per lasciare il TPP il Partenariato Trans-Pacifico. In poche ore il video della firma ha generato una quantità gigantesca di gif e meme che contemplano letteralmente qualsiasi argomento.
  • Al culmine della campagna elettorale, durante il secondo dibattito televisivo tra Trump e Clinton, il candidato repubblicano tendeva a seguire in modo inquietante e “creepy” l’avversaria. L’intera scena sembra effettivamente un film dell’orrore.
  • I dibattiti sono stati pieni di duetti delle più famose canzoni d’amore della storia.
  • Il 13 febbraio 2017 durante un summit alla casa bianca è stata scattata questa foto che ritrae Donald Trump e il Primo Ministro canadese Justin Trudeau, apertamente contrario alle politiche del nuovo presidente americano. La foto si diffonde immediatamente su Twitter accompagnata da commenti quali “oggi, siamo tutti Justin Trudeau”, “non oso immaginare dove siano state quelle mani”, “sono ancora più piccole dal vivo” (in riferimento alla leggenda delle mani piccole di Trump).
  • Donald Trump, il magnate dalle mani troppo piccole. Questa leggenda, dalla storia quasi trentennale, è ritornata in auge durante le primarie repubblicane dove Marco Rubio, rivale di Trump ad un comizio esordisce con la frase “lo sapete cosa si dice dei ragazzi con le mani piccole… non ci si può fidare di loro”. Donald Trump “dalle mani piccole” si diffonde a macchia d’olio su tutte le piattaforme e diventa uno dei Meme più virali della campagna elettorale.
  • #TrumpFacts è un hashtag diffusosi su Twitter dopo i vari commenti islamofobi dell’allora candidato repubblicano riguardo alla presunta radicalizzazione, a sua detta, dell’islam nel Regno Unito.
  • Durante le primarie del partito repubblicano la lotta tra Ted Cruz e Donald Trump è stata animata da insulti, derisioni e attacchi a volte molto pesanti da parte di Trump, come quelli rivolti alla moglie e al padre dell’avversario, accusato da Trump di avere un ruolo nell’assassinio di Kennedy. Dopo la sconfitta Ted Cruz aveva affermato che non avrebbe sostenuto Trump in campagna elettorale solo per ricredersi qualche giorno dopo e finire in un Call Center del partito a convincere elettori a votare Trump.
  • I capelli, o il parrucchino di Trump, i veri protagonisti delle passate elezioni americane.
  • Pepe the frog è un Meme Magic, termine coniato per indicare quei Meme la cui diffusione ha effettive ripercussioni nella realtà, spesso inquietanti come in questo caso. Originariamente personaggio di un fumetto politicamente incorretto, Pepe è stato memizzato in comportamenti esplicitamente razzisti e antisemiti e diffuso principalmente su Reddit, il social network preferito dagli esponenti dell’estrema destra o “alt-right” americana. Viene usato e ammirato come strumento elettorale e lo stesso Trump lo posta sul suo account Twitter.
  • Nel film Shrek l’orco disegna un perimetro nel suo giardino per lasciare fuori Ciuchino dal suo territorio. Inevitabile il paragone con il “muro” di Trump.
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Dall’inizio della campagna elettorale delle primarie sia democratiche che repubblicane, i meme hanno occupato un ruolo di primo piano nella discussione e nel commento degli eventi delle ultime elezioni americane, e non possono più essere  esclusi dagli elementi che influenzano attivamente la politica e la società. Nonostante anche Hillary Clinton sia stata oggetto di tantissimi meme, il vaso di Pandora per il popolo dell’internet in questo senso è stato sicuramente Donald Trump. In attesa di The Disunited States of America, il documentario inserito nel ciclo Il Racconto del Reale in onda domenica 19 gennaio alle 21.15 su Sky Atlantic, che racconta delle fratture sociali che stanno spaccando in due l’America, sfoglia la gallery dei meme più virali che il Presidente degli Stati Uniti d’America ha ispirato

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