The Shield: quello che ancora non sapevate sulla serie

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Su Sky Atlantic è in onda The Shield, tutta la serie completa, sette stagioni per un totale di 88 episodi di pura violenza, ambiguità morale e adrenalina, e ovviamente non potete mancare, altrimenti vi mandiamo a casa Vic Mackey e i suoi! In attesa di tuffarci nella sporchissima Los Angeles dello show (l’appuntamento è ogni martedì alle 21.15), ecco una serie di curiosità sullo show

In un malfamato quartiere di L. A., i poliziotti fanno i conti ogni giorno con la violenza, la corruzione e la mancanza cronica di risorse. Ma d’altronde si sa: il bisogno aguzza l’ingegno, e rende il confine tra giusto e sbagliato, tra eticamente accettato e moralmente riprovevole, decisamente sfocato. Signore e signori, dopo I Soprano e Mad Men, su Sky Atlantic arriva un altro cult della serialità televisiva americana contemporanea,The Shield, tutta la serie completa, sette stagioni per un totale di 88 episodi di pura violenza, ambiguità morale e adrenalina. In attesa di tuffarci nella sporchissima Los Angeles dello show (l’appuntamento è ogni martedì alle 21.15), ecco una serie di curiosità sullo show

 

 

Inizialmente The Shield si sarebbe dovuta chiamare The Farm, poi The Barn, ma anche Rampart venne preso in considerazione. The Farm ha un doppio significato: si rifà a Farmington, l’immaginario quartiere di L. A. dove operano Mackey e compagni, ma “farm” (che significa fattoria) è anche il termine usato per indicare i luoghi dove viene prodotta e smerciata droga in grandi quantità. The Barn rimanda ovviamente alla chiesa sconsacrata che funge da base per la squadra capitanata da Vic, mentre Rampart è chiaramente riferito al distretto di Rampart di Los Angeles, in particolare allo “Scandalo Rampart”, una serie di casi di corruzione e violenza dilagante nella Divisione Rampart della Community Resources Against Street Hoodlums (C.R.A.S.H.), un'unità anti bande costituita dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD) per contrastare il fenomeno delle gang di strada a L. A. e dintorni negli anni novanta. Realtà e finzione si mescolano, come nei migliori drama.

 

I dirigenti di FX non erano convinti che Michael Chicklis fosse adatto come protagonista, infatti inizialmente il ruolo di Vic Mackey fu offerto a Eric Stolz, e l’attore fu quasi sul punto di accettare. Alla fine, però, la cosa non andò in porto, ed ecco l’entrata in scena di Chicklis, che per prepararsi al meglio si prese una pausa di sei mesi, perse più di venti chili e si rasò a zero la testa. Kevin Reilly, l’allora Respondabile dell’Intrattenimento di FX in un’intervista al New York Times disse: “Lo conoscevo come un uomo tranquillo, tenero, emotivamente e fisicamente. Lo vidi arrivare con la testa rasata e due bicipiti da far paura, e si mangiò tutti durante la sua audizione. Ci lasciò a bocca aperta”.

 

Claudette Wyms doveva essere un personaggio maschile, infatti nella sceneggiatura originale il personaggio si chiamava Charles. Ryan successivamente cambiò idea, ma non andò a ritoccare i dialoghi, a dimostrazione del fatto che in certi casi il genere a cui appartiene un personaggio non è minimamente influente rispetto al ruolo che andrà a ricoprire all’interno della narrazione.

 

Quando la famiglia viene in aiuto. A interpretare la moglie di Vic, infatti, è stata proprio la moglie dello stesso Shawn Ryan, mentre a interpretare la figlia maggiore dei coniugi Mackey è stata Autumn, la figlia dello stesso Michael Chicklis.

 

La Polizia di Los Angeles è tra i fan dello show. In un’intervista al Telegraph del 2009, dunque un anno dopo la fine della serie, Chicklis dichiarò “Se provate a chiedere alla Polizia di Los Angeles, formalmente hanno quasi l’obbligo di denunciare la serie, per certi aspetti, ma se chiedete alle singole persone, beh, vi diranno che hanno amato lo show proprio perché ha portato alla luce certi aspetti ambigui del mestiere. Le cose non sono sempre bianche o nere, come spesso crede la gente, certe volte ci si trova in mezzo a veri e propri dilemmi morali”.

 

Mentre il finale di serie era in fase di ripresa, gli sceneggiatori erano in sciopero. Mentre il cast e i tecnici erano sul set dell’ultimo episodio, Family Meeting, gli sceneggiatori stavano partecipando al famigerato sciopero indetto dal sindacato degli scrittori americani durante la stagione televisiva 2007-2008. Ad attori e autori dispiacque molto non poter terminare insieme questo indimenticabile viaggio, come hanno dichiarato anche Ryan e Chicklis in più occasioni.

 

Per il suo personaggio, Monica Rawling, il nuovo capo della squadra dalla quarta stagione, Glenn Close si ispirò a un’ufficiale comandante della Polizia di New York, Theresa J. Shortell. Molto interessante un consiglio che Theresa diede all’attrice: “La cosa più difficile di questo lavoro è non lasciare che il tuo genere ti influenzi nel modo di rapportarti ai tuoi sottoposti. Quando tu sei il capo e dai un ordine, è loro compito obbedire”.

 

L’idea del finale di serie è venuta a Ryan un paio di anni prima, più o meno a metà degli anni Duemila. “Sapevo che dovevo arrivare proprio lì, ma non avevo idea di come arrivarci”, ha dichiarato l’autore, e non stupisce: molto spesso gli showrunner hanno con largo anticipo un’idea precisa di come e quando finirà la loro serie, cancellazioni permettendo!

 

Michael Chiklis (Vic Mackey) e Jay Karnes (Holland Wagenbach) sono gli unici due attori a comparire in tutti e 89 gli episodi della serie (88 episodi da un’ora + un prequel di 15 minuti a introduzione della sesta stagione).

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