Boss: il potere logora, sempre e comunque

Dopo Frank Underwood, Tony Soprano e Frank Tagliano, su Sky Atlantic è il momento di Tom Kane. In attesa della seconda stagione di Boss, che debutterà martedì 30 agosto alle 21.15, non perdere la maratona della prima, prevista per domenica 28 agosto a partire dalle 13.35. Un'occasione imperdibile per (ri)vedere all'opera Kelsey Grammer in una delle sue migliori interpretazioni

 

di Linda Avolio

 

 

Satan, your kingdom must come down.

 

Satana, il tuo regno crollerà. Nella (bellissima) sigla d’apertura di Boss, dove alle immagini di una cupa Chicago si contrappone la voce di Robert Plant, c’è già tutto quello che c’è da sapere sulla bellissima e cattivissima serie targata Starz.

 

Un cast di altissimo livello, dove spicca un immenso Kelsey Grammer (che si è portato a casa un Golden Globe proprio per il ruolo di Tom Kane), una storia avvincente fatta di segreti, intrighi, corruzione, tradimenti e macchinazioni di ogni genere, una scrittura tagliente e di grande effetto, una messa in scena a tratti claustrofobica, ma in perfetta linea con i personaggi. Eppure Boss venne cancellata dopo due sole stagioni, per un totale di 18 episodi.

 

A separarla da House of Cards –  il paragone è inevitabile, come ben sa chi ha già visto la serie di casa Starz – sono solo due anni (la prima debutta nel 2011, la seconda nel 2013), ma, si sa, nel campo della serialità due anni possono fare la differenza. Tutto questo per dire che Boss probabilmente ha scontato il fatto di essere arrivata “troppo presto” nella case degli americani, e se a questo si aggiunge il fatto che si tratta di una serie decisamente impegnativa a livello di tematiche…beh, in fondo la prematura cancellazione non stupisce più di tanto. Ma resta comunque il fatto che è un piccolo gioiello, una tappa imprescindibile per gli amanti della serialità statunitense, una serie che va vista, specialmente se siete fan di Frank Underwood e consorte.

 

Ma torniamo a Boss. Protagonista indiscusso della serie è Kelsey Grammer nei panni di Tom Kane (sì, il riferimento al film Citizen Kane è voluto), il primo cittadino di Chicago, alla guida della metropoli da molti anni. E, grazie alle relazioni intrecciate durante il suo lungo “regno”, più o meno alla guida dell’Illinois. Tom, infatti, è amico di vecchia data del Governatore McCall "Mac" Cullen (Francis Guinan), e di tanti altri grossi nomi del mondo della politica e dell’economia del ricco Stato del Midwest. I regni, però, prima o poi sono destinati a cadere. E anche quello di Tom rischia di fare questa fine.

 

Kane, un uomo abituato al potere, un uomo abituato a dare gli ordini anziché riceverli, un uomo abituato ad avere sempre il controllo totale, si trova all’improvviso con il vuoto sotto i piedi. No, non si tratta di stanchezza, non si tratta di stress, e non si tratta di depressione o di attacchi di panico: il nome della sua malattia è molto meno famoso, ma letale nel 100% dei casi. All’inizio della serie, infatti, a Tom viene diagnosticata la demenza da corpi di Lewy, una una malattia neurodegenerativa che entro poco tempo (un anno, due, chi può dirlo con precisione?) gli renderà impossibile non solo lavorare, ma anche essere autonomo. Uno smacco fortissimo per un uomo così solido, deciso e autoritario.

 

Nella totale segretezza, e decisamente intenzionato a continuare la sua carriera politica, Kane nasconderà a tutti la sua condizione fisica, e porterà avanti i suoi progetti, anche se chi lo conosce da una vita inizierà ad accorgersi di qualcosa. Lui, però, non se ne andrà senza aver portato a termine i suoi piani. Non se ne andrà senza aver prima lasciato dietro di sé molte cose per cui essere ricordato. Costi quel che costi.

 

Completano il cast principale Connie Nielsen, che interpreta Meredith Kane, la moglie di Tom, una che potrebbe benissimo tenere testa a Claire Underwood, per capirci; Martin Donovan, che interpreta Ezra Stone, consigliere di Tom praticamente da sempre, nonché suo collaboratore più fidato, quasi un amico, e in ogni caso uno che non si tira indietro davanti a niente; Kathleen Robertson, che interpreta Kitty O'Neill, l'assistente personale di Kane; Jeff Hephner, interpretato da Ben Zajac, Tesoriere dello Stato dell'Illinois e candidato al ruolo di Governatore contro McCullen, nonché potenziale pedina nel grande gioco messo in piedi da Tom; Karen Aldridge, che interpreta la Dott.ssa Ella Harris, la neurologa di Tom, che vedrà cambiare la sua vita insieme a quella del suo famosissimo paziente; Hannah Ware, che interpreta Emma Kane, la figlia di Tom e Meredith, con una storia di droga alle spalle, dunque una vera e propria vergogna di famiglia; Troy Garity, che interpreta Sam Miller, un giornalista politico che lavora per il The Sentinel e che ha la brutta abitudine di ficcare il naso dove non dovrebbe; Rotimi, che interpreta Darius, uno spacciatore dei quartieri poveri a cui Emma si avvicina.

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