Luciano Pavarotti, dieci anni fa moriva il tenore senza confini. FOTO

L’artista italiano si è spento, dopo una lunga malattia, il 6 settembre 2007. È diventato un’icona pop mondiale. “Penso che una vita per la musica sia un'esistenza spesa meravigliosamente”, disse prima di morire. Sky Arte lo ricorda con un documentario 
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    Ci sono figure di successo che acquistano una popolarità al di là del proprio ambito e della propria arte, divenendo vere e proprie icone pop mondiali. Per la lirica, dopo Enrico Caruso e Maria Callas, questo è accaduto certamente a Luciano Pavarotti. Il 6 settembre 2017 è il decimo anniversario della sua morte – Pavarotti, tutte le notizie
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    Pavarotti è morto, dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas, il 6 settembre 2007 nella sua villa a Santa Maria del Mugnano, nelle campagne alle porte di Modena. Aveva 71 anni. “Penso – queste le parole di 'Big Luciano' riportate dal manager dopo la sua morte – che una vita per la musica sia un'esistenza spesa meravigliosamente ed è questo a cui ho dedicato la mia vita” – Pavarotti, scoperta dopo 50 anni prima registrazione inedita
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    Centomila persone, tra cui l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si recarono alla camera ardente a Modena. Cinquantamila quelle che seguirono dalle piazze e dalle strade del centro storico i funerali in Duomo, trasmessi in diretta tv e da due maxischermi allestiti in piazza Grande e piazza Sant'Agostino. Pavarotti riposava in una bara bianca, con uno smoking simile a quelli con cui era andato in scena mille volte e un papillon bianco, in mano un rosario e un fazzoletto bianco – Tra gli italiani finiti in copertina sul Time
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    Esequie - e lutto cittadino - con molti vip: da Bono Vox a Franco Zeffirelli e Carla Fracci. Ultimo saluto musicale affidato ad Andrea Bocelli e Raina Kabaivanska, accompagnati dal flautista Andrea Griminelli e dalla Corale Rossini, con cui il maestro aveva cominciato a cantare. Presente anche il premier Romano Prodi. All'uscita del feretro, in piazza Grande, il saluto della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori, poi il trasferimento al piccolo cimitero di Montale Rangone, alle porte della città – Il ricordo un anno dopo la morte
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    Era il 2 giugno 1966 quando Pavarotti, all’epoca 31enne, si esibiva a Londra nella “Fille du régiment”, unica opera in lingua non italiana che il tenore terrà poi in repertorio. Quel giorno eseguì i nove Do acuti che costellano l'aria “Ah, mes amis, quel jour de fete!” con incredibile baldanza, finendo sui giornali di mezzo mondo e entrando nella leggenda della lirica – Pavarotti, tutte le notizie
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    Poi, negli anni '80 e '90, Pavarotti ha conquistato fama extrateatrale e operistica grazie anche alla tv. Diventando per molti un mito anche per come ha saputo e voluto aprirsi al mondo e al suo tempo, rompendo recinti e classificazioni tradizionali (nella foto, è con la principessa Diana nel 1995) – Lady Diana, a 20 anni dalla morte William e Harry al memoriale. FOTO
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    Da ricordare i suoi mega concerti oceanici. Alcuni esempi? New York: un “Rigoletto” in forma di concerto il 17 giugno 1980 a Central Park e un recital il 26 giugno 1991, ambedue con oltre 200mila spettatori. Londra: ad Hyde Park il 30 luglio dello stesso anno con 330mila spettatori. Parigi: sotto la Tour Eiffel il 2 settembre 1993. Senza dimenticare stadi e palazzetti dello sport sempre strapieni – Pavarotti, scoperta dopo 50 anni prima registrazione inedita
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    Memorabili anche gli appuntamenti assieme ad artisti diversi, cominciando con i 33 celebri concerti dei “Tre tenori” con Placido Domingo e José Carreras tra il 7 luglio 1990 (alle Terme di Caracalla) e il 2003 – Tra gli italiani finiti sulla copertina del Time
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    Gli stessi anni in cui nascono anche le grandi feste canore modenesi di “Pavarotti & Friends” (10 edizioni dal 1992 al 2003), veicoli per svariate campagne umanitarie all'insegna della mescolanza di ogni genere musicale, che ampliano incredibilmente la visibilità e popolarità di Pavarotti. Con il tenore che si esibisce assieme e accanto a grandi star internazionali del pop e del rock (nella foto, è con Eric Clapton nel ‘96) – Da Sofia Loren a Valentino Rossi: i vip inseguiti dal fisco
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    Sono eventi organizzati con l'aiuto di Nicoletta Mantovani, hostess nel 1993 del Pavarotti international horse show, con la quale nasce una relazione che porterà poi alla fine del primo matrimonio del tenore, alla nascita della figlia Alice e alle seconde nozze (nella foto, il matrimonio nel 2003) – Pavarotti, tutte le notizie
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    Nato a Modena il 12 ottobre del 1935, Luciano Pavarotti si avvicina molto presto a musica e canto grazie al padre Fernando, fornaio e tenore dilettante, e continua gli studi a 19 anni col tenore Arrigo Pola, che alla bellezza naturale di una ottima voce aggiunge in tre anni una tecnica sicura. Poi Pavarotti passa (con la “sorella di latte” Mirella Freni, in foto) con Ettore Campogalliani, che ne perfeziona lo stile interpretativo. Mentre studia, lavora come maestro elementare e poi come assicuratore – Il ricordo a un anno dalla morte
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    Bocciato al concorso di canto “Achille Peri” nel 1960, Pavarotti si ripresenta l'anno dopo procurandosi il debutto scenico il 29 aprile 1961 in una “Bohème” giovanile a Modena con la direzione di Francesco Molinari Pradelli. Quell'anno vince il Concorso Internazionale di Reggio Emilia e il ruolo di Rodolfo nell'opera di Puccini, che sarà il titolo da lui più amato e che interpreterà anche con la Freni (nella foto) – Un concerto in suo onore a Petra
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    Conosce allora, a Miami, il soprano Joan Sutherland (in foto) e il marito e direttore d'orchestra Richard Bonynge, specializzatisi nel recupero del belcanto ottocentesco, che lo portano con loro in una lunga tournée estiva in Australia. Pavarotti perfeziona tecnica e stile (“Aveva sempre le mani sulla pancia di mia moglie per capire come usava il diaframma”, ricordava Bonynge). Aggiunge al suo repertorio “L'Elisir d'amore” di Donizetti, “La sonnambula” di Bellini e “Un ballo in maschera” di Verdi – Pavarotti, tutte le notizie
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    Comincia a venir chiamato nei più prestigiosi teatri di tutto il mondo, grazie alla sua incredibile estensione tenorile di voce, chiara e particolarmente morbida, luminosa e dalla tecnica perfetta, unita alla sua umanità solare e presenza scenica: tra tutti spicca nel 1968 l'arrivo al Metropolitan di New York (23 novembre, “La Bohème”), teatro con cui più d'ogni altro viene identificato grazie a 379 recite in 36 anni, fino all'addio alle scene con “Tosca”, il 13 marzo 2004 (in foto) – Pavarotti, scoperta dopo 50 anni prima registrazione inedita
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    Sono gli anni del debutto discografico, che arriverà a vendite incredibili per la lirica (oltre 100 milioni di copie fra tutti i titoli fino al momento della morte). Pavarotti si misura anche con la regia d'opera, è attore e showman (conduce il Festival di Sanremo nel 2000 con Fabio Fazio). Si dedica all'insegnamento, gratuito, organizzando anche 5 edizioni del “The Luciano Pavarotti international vocal competition”. Sempre con un obiettivo: “Portare l'opera alla gente” (in foto, con Michael Jackson) – Tra gli italiani finiti sulla copertina del Time
  • Pavarotti è stato anche una presenza costante alla Scala di Milano, dal 1965 al 1992. Il debutto nel teatro milanese risale al 9 dicembre 1965 con l’interpretazione del duca di Mantova nel “Rigoletto” (foto) di Verdi diretto da Francesco Molinari Pradelli. (Foto: Teatro alla Scala) - Pavarotti, scoperta dopo 50 anni prima registrazione inedita
  • Il nome del tenore alla Scala è legato a esecuzioni con direttori come Abbado, Prête, Kleiber, Patané, Gavazzeni, Karajan, Maazel e Muti. Nella foto, Pavarotti applaudito dal pubblico sul palco milanese. (Foto: Teatro alla Scala) - Un concerto in suo onore a Petra
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    Pavarotti con Carla Fracci nel 1983 – Pavarotti, tutte le notizie